C'è una buona notizia sul fronte Coronavirus. L'ex ciclista Pierino Gavazzi sta vincendo un'altra battaglia, molto più importante di quelle vinte sulle strade, visto che ha lasciato il reparto di terapia intensiva a Brescia nel quale era stato ricoverato per più di un mese dopo avere contratto il Covid-19. A darne la notizia è stato il figlio Mattia Gavazzi.

Il figlio Mattia: 'Quando lo abbiamo saputo abbiamo provato una grande gioia'

Il figlio Mattia Gavazzi ha raccontato a Tuttobiciweb il percorso terapeutico che ha dovuto seguire il padre in questo ultimo mese. Innanzitutto ha rivelato che tutta la famiglia ha provato una "grandissima gioia" quando è arrivata la notizia.

Negli ultimi giorni, le condizioni di Pierino erano in miglioramento, infatti anche quando comunicava con i suoi cari appariva sempre più sereno. Dopodiché è stato comunicato che l'ex atleta aveva lasciato la terapia intensiva.

Mattia ha dichiarato: "Papà è stato portato nel reparto di riabilitazione. In pratica dovrà ritrovare gli automatismi della respirazione. Per tutti è un gesto naturale, nemmeno ci pensiamo, ma per chi esce da un mese di terapia intensiva non è così semplice".

L'uomo ha informato che l'ex ciclista è stato sottoposto ai tamponi di controllo, di cui si attendono i risultati nei prossimi giorni. Adesso comunque è importante che Pierino stia meglio e sia sulla strada della ripresa.

E, come conclude il figlio Mattia: "Non vediamo l'ora di poterlo riavere con noi a casa".

Un mese complicato per il vincitore della Milano-Sanremo edizione 1980

Pierino Gavazzi da un mese era in lotta per la vita dopo essere stato contagiato dal Covid-19. Il velocista bresciano, che in carriera ha vinto la classica Milano-Sanremo nel 1980, è ricoverato a Brescia all'Istituto Clinico San Rocco di Ome.

Il classe 1950 da un mese si trova nella struttura che è stata potenziata proprio per gestire questa fase di emergenza. Prima del miglioramento, l'ex atleta ha dovuto superare momenti molto difficili, durante i quali le condizioni dei suoi polmoni erano peggiorate e la situazione generale sembrava alquanto critica.

Per fortuna, però, la tempra da grande combattente sta avendo la meglio anche sul nemico invisibile rappresentato dal coronavirus.

In questo mese di ricovero, i contatti telefonici con la famiglia sono stati costanti. Gavazzi ha sempre detto che sentiva la mancanza dei suoi cari, chiedendo esplicitamente che tranquillizzassero la moglie perché presto sarebbe tornato. La voglia di lottare non l'ha mai persa, la battaglia non è ancora definitivamente vinta, ma uno "strappo" importante è stato fatto.

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