'No Más Fight' è il nome che consegna alla mitologia pugilistica il match combattuto tra Roberto Duran e Sugar Ray Leonard il 25 novembre del 1980 al Lousiana Superdome (oggi Mercedez Benz Superdome) di New Orleans.

In palio c'era il titolo mondiale dei pesi welter versione WBC che Duran aveva strappato al suo avversario cinque mesi prima battendolo ai punti con verdetto unanime. Una dura lezione incassata da Sugar Ray che si presentò con tutt'altro atteggiamento nel rematch. I ruoli si invertirono, la tecnica sopraffina dello sfidante stava avendo nettamente la meglio sul campione e a questo andazzo va aggiunto l'atteggiamento provocatorio che Leonard tenne per quasi tutto il match.

Nell'ottava ripresa, in svantaggio nei cartellini di tutti i giudici e innervosito da una situazione negativa dalla quale non riusciva a uscire in nessun modo, Duran abbandonò il match e la leggenda vuole che abbia detto al suo avversario 'No Más' (ora basta), voltandogli le spalle. 'Manos de piedra' ha sempre negato di aver pronunciato queste parole e Leonard sta dalla sua parte. "A me non l'ha detto", ha sottolineato l'ex campione di cinque divisioni di peso nel corso del podcast 'Boxing with Chris Mannix'.

'Nessuno mi aveva mai colpito così duramente'

Sugar Ray ricorda il primo combattimento contro Duran, quello di Montreal del 20 giugno 1980 che gli era costato la prima sconfitta della carriera.

"Non sono mai stato colpito così duramente nella mia carriera - ha detto - perché i suoi pugni sembravano rocce. Mi ha colpito così tante volte e in così tanti posti che a un certo punto l'ho guardato e mi sono detto 'sai cosa? Questo è tutto'. Ho pensato davvero mentre ero sul ring che sarebbe stato il mio ultimo combattimento".

Invece, dopo essere sceso dal quadrato senza la cintura di campione del mondo, Leonard ha pressato per avere un rematch immediato e così è stato: si sono ritrovati l'uno dinanzi all'altro dopo 158 giorni. "Sapevo che era solito uscire e festeggiare parecchio - rivela Sugar Ray - e che avrebbe guadagnato un bel po' di peso, per questo volevo la rivincita al più presto", con la convinzione dunque che la condizione fisica dell'avversario non sarebbe stata al top.

'Ho pensato: questa è Disneyland'

Nel rematch, come già detto, i ruoli si invertono e sembra esserci solo Leonard sul ring che, alla sua indiscussa abilità tecnica, unisce anche un atteggiamento 'canzonatorio' nei confronti dell'avversario in evidente difficoltà. Il pubblico del Superdome è tutto per lo sfidante che sta per riprendersi il titolo e, oltretutto, apprezza platealmente la sua strategia provocatoria. "Ha sentito la folla ridere, io l'ho guardato in faccia ed era perplesso, non capiva davvero cosa stava accadendo e questo lo ha innervosito". Così al minuto 2'44" dell'8º round si arriva al celebre momento che ha consegnato alla leggenda quel combattimento, quando Duran abbandona la contesa voltando le spalle all'avversario.

"È stato davvero bizzarro - commenta Leonard dopo quasi 40 anni - perché non avrei mai pensato potesse accadere una cosa del genere. Mio fratello Roger continuava a dire 'Ray, ha smesso!', giuro che non avrei mai pensato a questo: questa è Disneyland".

Ma riguardo al celebre 'No Más', Leonard afferma di non averlo mai sentito: "No davvero, con tutto il rispetto per Roberto, ma non gli ho sentito dire 'No Más', a me non lo ha mai detto", aggiungendo però che avrebbe poi detto all'arbitro 'no more'. Lo stesso pugile panamense ha sempre smentito di aver pronunciato queste parole ed ha accusato il commentatore, Howard Cosell, di averle inventate.

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