Il presidente dell'Atp Andrea Gaudenzi, in un'intervista al New York Times, è stato duro contro Novak Djokovic, numero 1 del mondo e organizzatore dell'Adria Tour, circuito di Tennis non ufficiale di queste settimane in attesa della ripresa del circuito Atp. Come noto, Djokovic, la moglie Jelena, i tennisti Dimitrov e Coric sono risultati positivi al test per il coronavirus. Nel torneo non sono state rispettate le norme sul distanziamento sociale. Gaudenzi ricorda che si era raccomandato con Djokovic e con tutti i tennisti impegnati a prendere tutte le precauzioni del caso. Per di più in un torneo che non era di competenza dell'Atp dal punto di vista dell'organizzazione.

Nella serata del 23 giugno è arrivato anche il mea culpa del campione.

Gaudenzi: 'Come i bambini che non vogliono il casco in bicicletta, cadono e poi lo mettono'

Questa situazione non dovrebbe mettere in dubbio la ripresa del circuito Atp prevista da Washington il 14 agosto ma, sicuramente, rimette tanti dubbi sulla stagione americana che dovrebbe culminare nell'Us Open al via dal 31 agosto. Al New York Times, Gaudenzi si è detto dispiaciuto per i giocatori coinvolti e si è detto speranzoso che possano riprendersi il prima possibile, ma ha anche aggiunto che, anche prendendo tutte le misure di sicurezza possibili, non si possa escludere per certo il fatto che ci possano essere ancora dei giocatori positivi in futuro.

Per l'ex Davisman azzurro, si sa che la ripresa del circuito porterà dei rischi ma proprio per questo usa una metafora molto particolare. Quello che è successo nelle esibizioni dell'Adria Tour, per Gaudenzi deve esser di insegnamento: "Come quando ai propri figli si dice di andare in bicicletta mettendosi il casco - ha dichiarato - loro non vogliono, rispondono sempre in maniera negativa, poi cadono a terra e si mettono, solo dopo, il casco".

Djokovic ammette l'errore: 'Ci siamo sbagliati, è stato fatto tutto troppo presto'

Gaudenzi si augura che questo episodio possa fare aumentare le attenzioni alle norme di sicurezza che ci saranno nei tornei ufficiali Atp. Djokovic nella serata del 23 giugno ha fatto il mea culpa. Dopo avere annunciato la positività al Covid-19 sua e della moglie ha detto che il torneo benefico per celebrare la rinascita del tennis dopo la pandemia è stato un errore.

Al torneo non sono state prese le precauzioni sanitarie. 'È stato un errore - ha ammesso il numero 1 del mondo - ci siamo sbagliati'.

Il vincitore di 17 prove del Grande Slam, compreso l'Australian Open 2020, unica prova del Grande Slam giocata quest'anno, ha sottolineato che forse era troppo presto per mettere in pista una manifestazione di questo genere.

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