Si sono conclusi lo scorso 12 settembre, a Jesolo, i Campionati Italiani Paralimpici Assoluti di Atletica leggera firmati Fispes che hanno visto la partecipazione dei più importanti atleti del panorama paralimpico nazionale di corsa, lanci e salti. Tra loro, la pluricampionessa di getto del peso e lancio del disco, Assunta Legnante, salita ancora una volta sul gradino più alto del podio azzurro. Di seguito, l'intervista esclusiva per Blasting News.

Assunta Legnante, l'intervista dopo il rientro ufficiale in pedana e il grande sogno di Tokyo 2021

Il ritorno in pedana dopo un lungo lockdown, come ti senti?

Tornare ai ritmi frenetici delle gare è stato un po' stancante, ma ero preparata.

Prima delle gare, sappiamo che hai avuto un problema fisico: di cosa si è trattato e come va adesso?

Si tratta di una contrattura femorale che ho attualmente, va un po' meglio, ma dovrò sottopormi a delle sedute di fisioterapia. Il problema, è sorto da un'infiammazione del tendine di Achille, seguita da un'ulteriore infiammazione al muscolo piriforme (situato sotto il gluteo che, contraendosi, blocca ed intrappola il nervo sciatico) e da lì si è contratto il femore.

Questo problema può essere stato causato dalla lunga pausa?

Si, sicuramente. Ho cercato di arrivare in pedana senza danni, perché da una contrattura a uno strappo il passo è breve e lo stop, da pochi giorni, può diventare di mesi.

Con quale atmosfera sono ripartite le gare?

Ho percepito tanto entusiasmo, nonostante il distanziamento, l'uso delle mascherine, l'assenza di pubblico. Una situazione difficile, paragonabile a quella vissuta da un 'cane attaccato al guinzaglio' che non vede l'ora di scorrazzare libero e felice. Non vediamo l'ora di riavere un obiettivo e concludere questa stagione, determinati verso il sogno Paralimpiadi di Tokyo.

Un ritorno in pedana vincente, sei soddisfatta?

Assolutamente si. Ho mancato di soli 18 cm un record continentale nel disco e raggiunto la stessa misura fatta l'anno scorso a Dubai in piena forma: considerando il mio problema fisico e il fatto che il lancio fosse stato eseguito da ferma, mi fa ben pensare che potrò migliorare ancora di più.

Parliamo dell'esperienza al tiro del giavellotto, com'è stata?

In passato, quando ancora vedevo e gareggiavo tra i normodotati, sono stata una delle prime pesiste al mondo ad affrontare gare di giavellotto, raggiungendo misure importanti come 51 metri. In questa occasione, mi sono messa in gioco per dare punti alla società, raggiungendo, sempre da ferma, la misura di 22,29.

Hai avuto modo di confrontarti con Valentina Petrillo, nuovo ingresso nella "famiglia" Fispes?

Si, sono stata io stessa a cercarla per conoscerla. Ho scoperto che anche lei, come me, è napoletana ed è una persona molto tranquilla. La ritengo un'atleta molto brava e una persona molto positiva.

L'incontro con la tua amica di sempre, Martina Caironi, invece?

Bellissimo. Si è fatta riconoscere cantando la canzone che, insieme, in camera d'albergo, ascoltammo e cantammo durante le gare a Doha e che diventò la nostra canzone.

Cosa immagini di fare una volta conclusa la carriera sportiva?

Il mio interesse, una volta conclusa la carriera agonistica, sarà quello di dedicarmi ai giovani atleti che vorranno intraprendere questa carriera e conoscere il nostro mondo. Una guida che definisco 'mentale' per le giovani leve che si approcciano allo sport.

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