I Mondiali di Ciclismo di Imola si sono chiusi con un po’ di amarezza per lo squadrone belga. La nazionale guidata dal CT Rik Verbrugghe si è dovuta accontentare della medaglia d’argento sia nella gara a cronometro che in quella in linea, sempre con Wout van Aert a salire sul secondo gradino del podio. Il tecnico belga non ha nascosto un po’ di delusione viste le aspettative della vigilia che vedevano van Aert nel ruolo del principale favorito nella corsa in linea vinta invece da Julian Alaphilippe. Verbrugghe si è però detto pienamente soddisfatto della prova fornita da tutta la squadra, della strategia di corsa adottata e della generosità di Greg Van Avermaet, riservando qualche frecciata ai colleghi delle altre nazionali.

Verbrugghe: ‘La salita finale era ideale per Alaphilippe’

Il Belgio è uscito dai Mondiali di ciclismo di Imola con un doppio argento conquistato da Wout van Aert nella gara a cronometro e in quella in linea, un risultato che ha lasciato un po’ di amarezza nel clan del CT Rik Verbrugghe. Nella corsa che ieri ha consegnato la maglia iridata a Alpahilippe, i belgi si sono arroccati intorno al proprio leader, riuscendo a tenere la corsa sotto controllo fino alle battute finali che si sono risolte in uno scontro frontale tra i vari capitani. Sull’ultimo passaggio dalla salita di Gallisterna van Aert ha dovuto cedere alla fiammata violenta di Alaphilippe, che è riuscito a guadagnare una decina di secondi di vantaggio e a proteggerli fin sul traguardo, lasciando un amaro argento al belga.

“Siamo un po’ delusi dopo una corsa così” ha commentato il CT del Belgio Rik Verbrugghe dopo l’arrivo. “Sapevamo che la salita finale al 16% era ideale per un corridore leggero come Alaphilippe, quando ha attaccato nessuno poteva rispondere, nemmeno Wout. Ha corso alla grande in salita, ma Alaphilippe ha fatto la differenza avendo più watt per chilo di peso corporeo” ha analizzato il tecnico belga, dicendosi però soddisfatto della prova dei suoi e anche dell’impegno profuso da Van Avermaet impegnato in un inedito ruolo di supporto.

“Sono orgoglioso della mia squadra. Ho letto che Van Avermaet non avrebbe corso per un altro corridore, ma ha dimostrato di essere un grande campione che lavora anche per gli altri. Avevamo un obiettivo: diventare Campioni del Mondo con Wout. Abbiamo preso il controllo della corsa, mi dispiace per i ragazzi che hanno lavorato duramente per vincere.

Ma ha vinto il più forte” ha dichiarato Verbrugghe rendendo onore a Alaphilippe.

‘Italiani e spagnoli non hanno una medaglia’

A Rik Verbrugghe sono state poste diverse domane sulla strategia disegnata per questi Mondiali. Il Belgio ha corso interamente per van Aert, cercando di tenere insieme il gruppo e inibire ogni possibile attacco con un ritmo sostenuto. Una delle fasi più calde della corsa è stata ad una quarantina di chilometri dall’arrivo, quando è partito all’attacco Tadej Pogacar.

Il vincitore del Tour de France ha guadagnato una ventina di secondi e sono stati proprio i corridori del Belgio ad impegnarsi maggiormente nell’inseguimento. Verbrugghe ha dovuto impiegare Wellens e Benoot in queste fasi della corsa, un sacrificio indispensabile.

“Si correva il rischio che Pogacar prendesse un minuto di vantaggio, allora mi avreste chiesto perché non abbiamo condotto l’inseguimento” ha spiegato il CT del Belgio, che ha poi criticato l’atteggiamento passivo di alcune nazionali in queste fasi della corsa. “Se avessimo corso come l’Italia o come la Spagna allora la mia testa da allenatore della nazionale sarebbe caduta. Sarebbe stata finita per me come CT. Loro avevano la loro strategia, ma non hanno preso una medaglia. Noi siamo sul podio” ha dichiarato Verbrugghe.

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