Sarà stato anche un 2020 problematico quello di Novak Djokovic, dopo i patemi dell'Adria Tour e la squalifica subita agli Us Open, ma sul campo deve ancora essere sconfitto. Agli Internazionali d'Italia, finora, non si è visto il solito Djokovic, quello di inizio stagione vincente agli Australian Open la cui forma fisica era assolutamente smagliante, ma è comprensibile dopo i lunghi mesi di stop. Il Masters 1000 di Roma è arrivato subito dopo il 'fattaccio' di New York, quella pallina che, scagliata in un impeto di rabbia, ha colpito una giudice di linea e gli è costata l'eliminazione dallo Slam statunitense.

Involontario, certamente, ma Nole si è portato dentro una pesante ombra. Esiste una sola medicina per dare un calcio alle ombre e alle polemiche e Djokovic la conosce benissimo: un Tennis non brillante da parte sua, ma è stato sufficiente per accedere alla decima finale al Foro Italico della sua carriera: finora il serbo ne ha perse cinque su nove, dunque conta di migliorare la sua media. In conferenza stampa, dopo la vittoria in semifinale sul combattivo norvegese Casper Ruud che aveva eliminato il nostro Matteo Berrettini, Nole ha evidenziato quanto sia importante per lui conquistare il quinto titolo a Roma e quanta voglia ha ancora di vincere e fare incetta di trofei.

'Ho messo un po' di tempo per capire come prendere le misure'

Era la prima sfida nel circuito Atp tra Novak Djokovic e Casper Ruud, quest'ultimo si è dimostrato un valido avversario soprattutto nel primo set, andando vicinissimo a chiuderlo a suo favore.

Il leader Atp prima di cambiare definitivamente l'inerzia del gioco a suo vantaggio si è infatti trovato ad annullare due setpoint sul 5-4 per il norvegese. "Con Ruud non avevo mai giocato prima, ho messo un po' di tempo per capire come prendere le misure", ha evidenziato Djokovic che dopo aver chiuso 7-5 il primo set ha messo il match in discesa andando a chiudere il secondo sul 6-3.

Loda comunque il suo animoso avversario: "Si vede che si allena alla Nadal Academy e i dettami del gioco sono quelli: palle profonde e cariche di spin". Raggiunta la finale, Djokovic punta ovviamente a sollevare il trofeo, anzi ammette di averne davvero necessità in questo momento della sua carriera. "Vincere qui a Roma sarebbe per me super importante, io non do mai nulla per scontato e ho ancora molta fame di vittorie.

Spero di poter alzare il trofeo anche questa volta qui a Roma".

A un passo dal record assoluto di vittorie nei Masters 1000

Sono quattro le vittorie di Novak Djokovic agli Internazionali d'Italia. La prima nel 2008 battendo in finale Stan Wawrinka, poi nel 2011 (l'avversario battuto in finale fu Rafa Nadal), 2014 (Nadal) e 2015 (Roger Federer). Ha inoltre giocato altre cinque finali, tre volte è stato sconfitto da Nadal (2009, 2012 e 2019), una volta da Andy Murray (2016) e una da Sascha Zverev (2017).

Giocherà la sua finale numero 52 in un Masters 1000 e, in caso di vittoria, sarebbe la numero 36: record assoluto visto che per il momento è appaiato a quota 35 con Nadal in vetta a questa speciale classifica.

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