Il giorno di riposo del Tour de France, trascorso il 7 settembre, è stato molto diverso rispetto a quello delle passate edizioni. Se tradizionalmente durante la pausa le attenzioni erano concentrate sulle conferenze stampa, sulle strategie di corsa e i possibili sviluppi per le tappe a venire, nella giornata del 7 settembre al Tour si sono rincorse tante notizie e voci sui controlli effettuati a corridori e membri degli staff tecnici. Le circa 650 persone che fanno parte della carovana del Tour de France e della cosiddetta “bolla” creata per prevenire i rischi di contagio da Coronavirus, si sono sottoposti ai tamponi previsti dal regolamento.

I corridori sono tutti risultati negativi, ma i controlli su quattro membri degli staff tecnici di altrettante squadre hanno invece dato esito positivo.

Tour de France, due casi prima dell’esclusione delle squadre

Il protocollo che regola il Tour de France sul fronte dell’emergenza sanitaria è molto rigido e chiaro. Tutti i corridori e i membri dei vari staff delle squadre vivono per queste tre settimane in una “bolla” senza poter avere nessun contatto con persone esterne, neanche familiari e amici, e devono sottoporsi ai tamponi durante i giorni di riposo. Se due persone che appartengono alla stessa squadra risultano positive allora quel team deve immediatamente abbandonare il Tour de France.

Non c’è alcuna distinzione tra corridori e membri dello staff in questo conteggio. Le squadre avrebbero voluto inserire nel protocollo una separazione tra corridori e staff, ma il governo francese, visto anche il peggioramento della situazione nelle ultime settimane, si è opposto a questa norma.

Nei controlli effettuati il 7 settembre quattro persone appartenenti agli staff tecnici dei team sono risultate positive e dunque ora queste formazioni sono a rischio esclusione.

Le squadre sono Ineos Granadiers, Mitchelton Scott, Cofidis, AG2R La Mondiale. Questi team hanno ricevuto una sorta di cartellino giallo. Se al loro interno si dovesse verificare un nuovo caso di contagio, anche senza interessare i corridori, allora sarebbero espulsi dalla corsa.

Anche il direttore Prudhomme positivo

Le voci su quello che stava succedendo al Tour si sono rincorse per tutta la giornata di riposo fino quasi alla partenza della decima tappa, e hanno coinvolto anche la Deceuninck Quickstep. Una persona dello staff della squadra belga è stata portata via in ambulanza prima della partenza della corsa, ma un portavoce del team ha presto chiarito cosa stava succedendo. “In laboratorio è stato commesso un errore con il campione che la persona ha fornito ieri, questo significa che è stato prelevato per ripetere il test questa mattina. Il risultato è stato negativo e continueremo a correre normalmente” ha fatto sapere la squadra di Alaphilippe.

L’altra notizia della giornata sul fronte dei protocolli sanitari è la positività del direttore di corsa Christian Prudhomme, che non fa parte della cosiddetta “bolla” che comprende corridori e staff delle squadre, ma si è ugualmente sottoposto al test.

Prudhomme ha lasciato la corsa e resterà una settimana in isolamento. A prendere le sue funzioni nella macchina del direttore di corsa si è insediato il suo vice François Lemarchand.

Segui la pagina Coronavirus
Segui
Segui la pagina Ciclismo
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!