Non ci sono stati attacchi e scatti veri e propri, ma la quindicesima tappa del Tour de France, quella sul Massiccio del Giura e l’arrivo in salita sul Grand Colombier, ha rivoluzionato ugualmente la classifica generale. La Jumbo Visma di Primoz Roglic ha comandato la corsa dall’inizio alla fine dimostrandosi fortissima e scoprendo le serie difficoltà di Nairo Quintana e soprattutto di Egan Bernal, in crisi già nella prima della salita finale e ormai fuori dai giochi per le posizioni dell’alta classifica. La vittoria di tappa si è decisa con una volata tra i corridori che hanno resistito al passo indiavolato dei Jumbo Visma in cui Tadej Pogacar ha piegato Roglic, confermandosi l’unico vero avversario dell’uomo in giallo.

Tour, la Jumbo da padrona

La quindicesima tappa del Tour de France ha chiarito ancora meglio le gerarchie tra i pretendenti al successo e al podio finale, e con qualche uscita di scena clamorosa. La corsa si è subito accesa con diversi attacchi finchè si è formata al comando una fuga di otto corridori da cui si sono poi avvantaggiati Michael Gogl e Pierre Rolland.

L’austriaco ha cercato di approfittare dei tratti in discesa per difendersi dalle doti di scalatore puro di Rolland, molto più a suo agio su questo percorso su e giù per il Massiccio del Giura.

La Jumbo Visma ha preso con grande determinazione la guida del gruppo, tirando per tutta la giornata e trovando delle ottime risposte da tutti i suoi componenti.

La squadra olandese, oggi in formato corazzata, ha cominciato a sfoltire il gruppo della Selle de Fromentel, continuando poi il lavoro ai fianchi sul col de la Biche, dove con Roglic e compagni sono rimasti solo una trentina di corridori.

Bernal, addio sogni di gloria

Rolland è rimasto da solo al comando sulla salita finale del Grand Colombier, un’ascesa di 17 km al 7% di media, ma con il gruppo che in breve ha annullato il suo tentativo.

E’ stato Wout van Aert ad aumentare l’andatura nella prima parte del Gran Colombier, provocando un’ulteriore selezione e mettendo alle corde due pezzi da novanta come Nairo Quintana e soprattutto il campione in carica Egan Bernal, entrambi staccati a 13 km dall’arrivo. Quintana si è poi leggermente ripreso grazie all’aiuto di Barguil, mentre Bernal è sprofondato in una crisi anche psicologica, pur sostenuto dai compagni.

Davanti la Jumbo ha aumentato sempre di più l’andatura, impedendo di fatto gli scatti degli avversari di Roglic, impegnati solo a tenere il ritmo imposto nella seconda parte della salita da un Tom Dumoulin in gran spolvero.

Solo Adam Yates ha cercato un breve allungo a 7 km dalla vetta, tornando poi subito in mezzo al gruppetto ridotto ad una dozzina di uomini, con Uran, Lopez, Porte e Landa pronti a contendersi il posto sul podio provvisorio liberato da Bernal.

Seconda vittoria per Pogacar

Dumoulin ha trainato tutto il gruppetto a ritmi vertiginosi fino alle ultime centinaia di metri, dove la vittoria di tappa si è giocata con uno sprint in salita tra gli uomini di classifica. Roglic ha provato un primo attacco a 500 metri dall’arrivo, ma Pogacar, Porte e Lopez sono stati molto reattivi nel rispondere. Nel finale Pogacar è riuscito a piazzare il suo spunto davanti a Roglic, con un Porte molto forte oggi che ha chiuso terzo davanti a Lopez.

Mas, Kuss, Landa,Yates e Uran sono arrivati a 15’’, con una nota di merito speciale per il 40enne Valverde, oggi decimo.

Quintana ha concluso la tappa con un ritardo di 3’50’’, Bernal è arrivato a 7’20’’ e questa prova disastrosa dovrà far riflettere la Ineos sulle scelte fatte in vista del Tour e tutto il rimescolamento dei programmi che ha coinvolto Carapaz e Thomas, mettendo forse sul colombiano un carico di pressioni eccessive.

La classifica vede ora Roglic sempre in giallo con 40’’ su Tadej Pogacar, che resta di fatto l’unico avversario della Jumbo Visma, un corridore isolato contro uno squadrone che sta monopolizzando la corsa. Uran sale sul podio virtuale a 1’34’’, con Lopez, Yates, Porte e Landa ancora vicini che possono accendere una corsa nella corsa nell’ultima settimana. Bernal è sprofondato al 13° posto a 8’25’’.