Festeggia la Ineos a conclusione di questo strano ed incerto Giro d'Italia che si è deciso nell'ultima tappa, la cronometro di 16 chilometri di Milano. Jai Hindley non è riuscito a difendere la maglia rosa conquistata sabato 24 ottobre nella tappa del Sestriere, e si è dovuto inchinare all'altro giovane campioncino con cui ha battagliato sulle montagne di quest'ultima settimana di corsa, Tao Geoghegan Hart. I due partivano incredibilmente a pari tempo nella classifica generale, un inedito assoluto nella più che centenaria storia del Giro d'Italia. Geoghegan Hart ha tenuto fede al pronostico che lo voleva un po' più forte del rivale nelle prove contro il tempo, facendo subito la differenza e conquistando così il Giro d'Italia.

La tappa è andata invece a Filippo Ganna, protagonista del solito show per completare una sensazionale quaterna personale di vittorie.

Giro, Ganna conclude con un poker

La cronometro di Milano che ha fatto calare il sipario sul Giro d'Italia era chiamata a dirimere la questione sul successo finale, mai così incerto come in questa edizione. Dopo la battaglia in montagna del 24 ottobre sul Sestriere, al via di quest'ultima fatica si sono presentati a pari tempo Jai Hindley e Tao Geoghegan Hart, ma con la maglia rosa sulle spalle dell'australiano della Sunweb.

Prima della sfida diretta per il successo finale tra l'australiano e il britannico è stata la volta degli specialisti delle prove contro il tempo di contendersi il successo di giornata. In realtà, come nelle altre tappe a cronometro, non c'è stata partita perché Filippo Ganna ha fatto corsa a sé, spingendo con grande efficacia e potenza su un tracciato ideale per lui, fatto in gran parte di lunghi rettilinei pianeggianti.

Il corridore piemontese ha chiuso con 32" di vantaggio su Campenaerts e Dennis, completando uno strepitoso poker di vittorie personali e regalando la settima perla alla Ineos in questo Giro d'Italia.

Geoghegan Hart troppo forte per Hindley

La corsa per la vittoria finale di questo Giro d'Italia prometteva una sfida all'ultimo secondo tra Tao Geoghegan Hart e Jai Hindley, ma dopo poche centinaia di metri si è subito capito che l'australiano non avrebbe potuto reggere il confronto.

Il britannico è riuscito a spingere un lungo rapporto facendo una buona velocità, mentre Hindley ha dimostrato di essere ancora poco consistente nelle crono. La maglia rosa ha cercato di difendersi pedalando ad altissime frequenze ma senza sviluppare velocità e il confronto è stato senza storia. Già all'intermedio Geoghegan Hart è passato con 22" di vantaggio, una tendenza incontrovertibile che al traguardo ha portato a 39" il distacco tra i due.

Partito come gregario di Geraint Thomas, finito fuori dalla top ten dopo le prime montagne e scoperto da Piancavallo in poi, Geoghegan Hart ha così conquistato la 103ª edizione del Giro d'Italia che ha confermato in maniera inequivocabile il cambio generazionale già in atto.

Hindley si è dovuto accontentare del secondo posto finale, con Kelderman sul terzo gradino del podio e probabilmente con qualche rimpianto per aver perso l'occasione della vita. Joao Almeida, brillante protagonista anche nell'ultima frazione, ha scavalcato Pello Bilbao al quarto posto della classifica finale, con gli altri piazzamenti nella top ten tutti confermati e Nibali primo italiano al settimo posto.

Geoghegan Hart si è preso anche la maglia bianca di miglior giovane, mentre gli altri verdetti erano già noti, con la ciclamino ad Arnaud Demare, l'azzurra a Ruben Guerreiro e la classifica a squadre per la Ineos.

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