L’Angliru, la salita più dura e temuta della Vuelta Espana, ha rimescolato la classifica della corsa ma senza assestare quel colpo da ko che qualcuno si aspettava da questa dodicesima tappa. Sulle rampe più impegnative della montagna asturiana Roglic ha sofferto un po’ ma è riuscito a difendersi egregiamente sugli attacchi degli scalatori più puri, su tutti Richard Carapaz. L’ecuadoriano della Ineos è riuscito a staccare lo sloveno della Jumbo, ma senza fare davvero la differenza. Nel finale Hugh Carthy è andato a sorpresa a vincere la tappa in solitudine, mentre Carapaz ha strappato la maglia rossa a Roglic che però gli ha ceduto solo dieci secondi.

Vuelta, il giorno dell’Angliru

La Vuelta Espana ha servito la tappa più attesa in questa dodicesima giornata di gara, l’arrivo sull’Angliru, la temibile salita delle Asturie, punto iconico per eccellenza della corsa. L’organizzazione ha proposto un percorso particolare, di appena 110 chilometri, ma con un susseguirsi incessante di salite impegnative. Nonostante le pendenze delle ascese i distacchi alla fine sono stati minimi tra i corridori più forti, forse a causa proprio del chilometraggio troppo limitato.

La corsa ha visto partire diversi attacchi nella fase iniziale, fino a quando non si è formata una folta fuga comprendente anche Davide Formolo, Mattia Cattaneo, Luis Leon Sanchez e Guillaume Martin. La Movistar ha poi preso la testa del gruppo con il chiaro intento di non lasciare prendere troppo vantaggio alla fuga e potersi giocare il successo di tappa, quanto mai prestigioso sull’Angliru.

Già sull’Alto de la Mozqueta, terzultima salita di giornata, la situazione si è fatta più movimentata grazie all’attacco di David de la Cruz, seguito da Chaves, che però è andato presto in crisi e ha perso contatto anche dal gruppo. Anche l’azione di de la Cruz non ha avuto buon esito, condizionata anche da una caduta in discesa di Formolo, l’uomo della UAE in fuga che avrebbe dovuto aiutarlo.

Il bluff di Carapaz, ma a vincere è Carthy

Sull’alto del Cordal, penultima salita della tappa, sono rimasti al comando i soli Guillaume Martin, Luis Leon Sanchez e Mattia Cattaneo, ma con il gruppo sempre più vicino e spinto da un Chris Froome in grande crescita. Il campione della Ineos, in versione gregario per Carapaz, ha ridotto il gruppo a una ventina di corridori, mettendo in difficoltà anche Marc Soler, stanco dopo la lunga fuga di ieri.

La Jumbo Visma ha poi preso in mano la corsa nella difficile discesa dal Cordal, ed è andata a riprendere i fuggitivi all’inizio dell’Angliru, gli ultimi 12 km al 10% di pendenza media. I compagni di Roglic sono stati anche oggi molto forti, prima con Gesink e poi con Vingegaard, uno dei nomi nuovi che la squadra olandese sta proponendo in questa Vuelta.

Il danese ha guidato per gran parte dell’Angliru, superando le prime rampe al 20% e riducendo il gruppo ad una decina di corridori. Carapaz si è nascosto in ultima posizione, un segno di apparente difficoltà che però si è rivelato un bluff. Roglic si è forse fatto un po’ innervosire da questo strano atteggiamento ed è scivolato anche lui indietro per capire le condizioni dell’avversario. A spaccare ulteriormente la corsa ci ha poi pensato Enric Mas con il primo vero attacco a circa tre chilometri e mezzo dall’arrivo, finchè in uno dei tratti più ripidi Carapaz ha finalmente scoperto le sue carte forzando l’andatura e costringendo Roglic a difendersi.

Carapaz è andato a raggiungere Mas insieme a Hugh Carthy, ma quando tutto sembrava favorire il successo dello scalatore della Ineos l’ultima rampa ha messo le ali al britannico della EF.

Con il lungo rapporto Carthy è riuscito ad attaccare in vista dell’ultimo chilometro e a difendersi nel tratto finale in discesa per piombare sul traguardo e vincere questa prestigiosa tappa. Carapaz è arrivato a 16’’ con Mas e Vlasov, ma Roglic si è gestito bene grazie all’aiuto di Kus concludo ad appena 26’’, insieme anche a Dan Martin.

La nuova classifica generale della Vuelta Espana vede Carapaz tornare al comando con 10’’ su Roglic, 32’’ su Carthy, 35’’ su Martin e 1’50’’ su Mas, i cinque corridori che stanno dimostrando di avere una marcia in più su tutto il resto del gruppo.

Da segnalare l'uscita di scena di Soler e Chaves, arrivati con 15 e 20 minuti di distacco.

Domani la Vuelta passerà il secondo giorno di riposo, quindi l’ultima settimana si aprirà con la cronometro di martedì che dovrebbe dare a Roglic l’opportunità del contro sorpasso su Carapaz.

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