Si è vista finalmente anche un po’ di Italia in questa Vuelta Espana in cui i colori azzurri sono rimasti finora ai minimi termini. Uno dei tre corridori italiani ancora in gara, Mattia Cattaneo, è stato il grande protagonista di questa quindicesima tappa con arrivo a Puebla de Sanabria. Il bergamasco si è inserito in una fuga da lontano ed ha poi lasciato i compagni d’avventura a 30 chilometri dall’arrivo, accarezzando il sogno del successo. Purtroppo il percorso e il vento non hanno favorito la sua azione solitaria, annullata a soli tre chilometri dal traguardo. La conclusione, al termine di una tappa resa molto pesante dal maltempo, è stata con uno sprint in leggera salita in cui Jasper Philipsen ha primeggiato su Pascal Ackerman.

Vuelta: fuga a tredici, poi Cattaneo da solo

La quindicesima tappa della Vuelta Espana strizzava l’occhio ai cacciatori di traguardi parziali grazie ad un percorso con ben 4.000 metri di dislivello disseminati in 230 chilometri, ma senza salite molto selettive. A rendere più complicata la giornata ci ha pensato anche il maltempo, con pioggia e vento, spesso contrario rispetto alla marcia dei corridori.

La corsa è stata molto battagliata nelle fasi iniziali, finché è riuscita a evadere una fuga con 13 corridori, tra cui il vincitore di ieri Tim Wellens, Luis Leon Sanchez , Alex Aranburu, Mattia Cattaneo e Gullaume Martin.

Contrariamente alle previsioni il gruppo non ha lasciato fare. Le squadre degli uomini di classifica e dei velocisti si sono disinteressate, ma un po’ a sorpresa sono intervenute la Trek e la NTT per tenere alto il ritmo. Il vantaggio è sceso a circa un minuto, poi a una trentina di chilometri dall’arrivo Mattia Cattaneo ha deciso di giocarsi il tutto per tutto andandosene da solo.

Philipsen, primo successo in un grande giro

Il gruppo ha un po’ rallentato nell’ultima salita, la pedalabile ascesa ad Alto de Padornelo, e Cattaneo è riuscito a riguadagnare terreno, mentre tutti gli altri fuggitivi sono stati via via raggiunti.

Purtroppo dopo lo scollinamento il battistrada ha dovuto fare i conti con una discesa fatta di lunghi rettilinei con poca pendenza e con un tratto finale pianeggiante battuto dal vento contrario.

Superate tutte le difficoltà altimetriche le squadre dei velocisti superstiti, la Bora di Ackerman e la UAE di Philipsen, hanno capito di poter ancora vincere la tappa ed hanno dato un netto cambio di marcia al gruppo. Cattaneo si è così visto raggiungere a tre chilometri dall’arrivo dopo aver sognato l’impresa.

Il finale in leggera salita non ha visto della partita Sam Bennett, staccato già nelle fasi centrali. La Deceuninck ha allora lanciato lo sprint del giovane tedesco Jannik Steimle. Dietro al suo apripista Stybar si sono però fatti largo Jasper Philipsen e Pascal Ackerman, che hanno avuto anche un piccolo contatto.

Philipsen ha dimostrato di avere una marcia in più in questo finale al termine di una corsa così difficile, ed è andato a centrare il suo primo successo in un grande giro. Secondo posto per Ackerman davanti a Steimle e al britannico Wright.

La classifica generale non è cambiata, anche se questa giornata così dura potrebbe pesare sulle gambe di alcuni dei protagonisti della corsa nelle prossime tappe. Primoz Roglic resta al comando con 39’’ su Carapaz e 47’’ su Carthy. Domani è in programma un’altra tappa mossa, poi sabato la sfida decisiva nell’arrivo in salita a La Covatilla.

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