I ciclisti professionisti sono sul piede di guerra contro l'Unione Ciclistica Internazionale. Il motivo della protesta è legato all'emanazione recente del nuovo regolamento che prevede nuove sanzioni. In particolare saranno vietati diversi comportamenti durante le gare. Ad esempio non si potranno più appoggiare i gomiti sul manubrio. I corridori sono in forte stato di agitazione contro le nuove norme.

Uci introduce una nuova serie di divieti

I corridori contestano le norme previste dal nuovo regolamento e le sanzioni contenute nella nuova normativa del'Uci.

Tra queste novità fa evidenziare che, ad esempio, non sarà più accettata una postura che sposta in avanti il corpo con il busto oltre il manubrio. Dal 1 aprile il regolamento prevede che chi si colloca in questa posizione viene eliminato in maniera automatica dalla competizione alla quale sta prendendo parte.

E, ancora, non sarà più consentito appoggiare i gomiti sul manubrio. Dal 1 aprile chi non terrà le mani costantemente sul manubrio in maniera fissa verrà punito. Ci sono diversi tipi di punizioni in questo caso: nelle corse a tappe ci sarà una sanzione di trenta secondi di penalizzazione alla prima volta, di due minuti alla seconda e scatterà il provvedimento di espulsione dalla corsa alla terza.

Nelle corse in linea invece non ci sarà nessun tipo di preavviso ed è prevista l'espulsione immeditata dalla gara. Il regolamento poi proibisce il lancio delle borracce e sanziona con la squalifica l'utilizzo di marciapiedi o piste ciclabili parallele al percorso di gara.

Forti proteste dei corridori per il nuovo regolamento

Diversi corridori hanno fatto sapere le loro reazioni contrariate. Ilijo Keisse senza giri di parole ha scritto che "spetta agli atleti decidere come stare in bicicletta". Michal Kwiatkowski ha fatto notare che in una recente gara una non segnalata chiazza di gasolio ha fatto rischiare un incidente.

C'è polemica anche sulle parole di Gianni Bugno, rappresentante dei corridori.

Bugno ha sottolineato la libertà di comportamento in allenamento ma non in gara perché da casa le persone potrebbero sentire il desiderio di fare le stesse cose che fanno i corridori.

Il ciclista Alexander Cataford è incredulo per queste novità. Si affaccia sempre più la possibilità che nelle prossime corse prima del 1 aprile ci possa essere qualche forma di protesta o addirittura uno sciopero. Julien Bernard ironicamente si chiede se si verrà puniti anche quando "si toglieranno le mani dal manubrio per prendere una borraccia". C'è infine chi invita a non occuparsi di questi aspetti ma di posizionare meglio le transenne.