C’è la firma più attesa, quella del vincitore del Tour de France Tadej Pogacar, sulla terza tappa dell’UAE Tour, quella con l’arrivo in salita a Jebel Hafeet. Il campione sloveno ha risposto a tutti gli attacchi che gli sono stati portati da Adam Yates, con cui si è rinnovato lo spettacolare duello già visto su questa salita nella scorsa edizione. Se un anno fa il britannico riuscì a staccare Pogacar e a involarsi verso la vittoria, stavolta lo sloveno non ha concesso niente all’avversario per poi batterlo nettamente nello sprint finale, anche grazie ad una migliore interpretazione strategica.

Pogacar: ‘Sapevo che Yates sarebbe stato molto forte’

Tadej Pogacar è partito con la maglia rossa e il ruolo del favorito numero uno nella tappa regina dell’UAE Tour, quella con l’arrivo in salita a Jebel Hafeet. Il campione sloveno non ha deluso le attese, centrando il massimo obiettivo in una corsa particolarmente importante per la sua squadra, impegnata sulle strade di casa dei propri munifici sponsor.

La UAE Emirates ha controllato la corsa fino a metà della salita conclusiva, dove è iniziata l’offensiva della Ineos che ha portato ai ripetuti attacchi di Adam Yates. Lo scalatore britannico e Pogacar si sono isolati al comando, dimostrando di essere un gradino sopra alla concorrenza.

Yates ha cercato ripetutamente di staccare il vincitore del Tour de France, che però ha sempre risposto con sicurezza. “Sapevo che Adam Yates sarebbe stato molto forte, ho cercato di soffrire sulla sua ruota, sapevo di dover mantenere una potenza molto alta per un tempo molto lungo. Ha attaccato un paio di volte e io mi sono difeso. Sono contento della mia prestazione” ha dichiarato Pogacar a conclusione della corsa.

‘Sapevo come interpretare il finale’

Pogacar e Yates sono arrivati insieme all’ultimo chilometro, dove le pendenze si sono addolcite rispetto alla fase centrale della salita. Il campione sloveno ha interpretato meglio questo finale, caratterizzato da due curve nelle ultime battute e da un breve rettilineo conclusivo. Pogacar ha volutamente perso qualche metro da Yates per poi lanciarsi e sorpassarlo a tutta velocità ed imboccare in testa le ultime curve.

Il britannico non ha più avuto lo spazio per replicare e tentare il controsorpasso, e si è dovuto accontentare della seconda piazza. “Conoscevo bene il finale e come interpretarlo nel migliore dei modi. Dovevo partire presto ed entrare per primo nelle ultime due curve. Il discorso per la vittoria nella classifica generale non è ancora chiuso, ci sarà ancora un arrivo in salita ed anche il cento potrà creare dei pericoli nelle prossime quattro tappe” ha dichiarato Tadej Pogacar.

Nel dopo corsa poi sono stati pubblicati i dati della prestazione di Pogacar nello sprint finale. Velon, l’associazione che riunisce molte squadre professionistiche e che si occupa di raccogliere e pubblicare questi numeri, ha analizzato gli ultimi 400 metri della corsa.

Il campione sloveno ha tenuto una media di 54,4 km orari nonostante la lunga salita affrontata, ed un picco di 57,2.

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