Simon Yates si è preso da padrone la seconda tappa del Tour of the Alps, dando un serio avvertimento agli avversari non solo di questa corsa, ma anche in vista del Giro d’Italia. Il leader della BikeExchange ha dominato la frazione che ha portato il gruppo da Innsbruck a Feichten im Kaunertal, facendo una netta differenza sulla salita più dura della giornata, quella di Kaunergrat Piller Sattel. Yates ha pedalato da solo negli ultimi 23 chilometri, gestendo senza troppe sofferenze la situazione e andando a centrare la prima vittoria stagionale e una solida maglia di leader.

Fuga a sei, Ineos in controllo

La seconda tappa del Tour of the Alps ha alzato decisamente il livello di difficoltà rispetto alla giornata inaugurale del 19 aprile, proponendo la doppia scalata a Piller Sattel da due diversi versanti e un finale ancora in ascesa verso Feichten im Kaunertal.

Subito dopo il via sono iniziati gli scatti che hanno portato al formarsi di una fuga con sei corridori: Thompson (Groupama), Janse Van Rensburg (Qhubeka), Hulgaard (Uno-X), Engelhardt (Tirol KTM), Vacek (Gazprom) e Bais (Eolo-Kometa). La Ineos del leader della classifica generale Gianni Moscon ha preso la testa del gruppo controllando la situazione in attesa delle salite.

Sul primo passaggio da Piller Sattel, quello più facile, Thompson ha allungato in vista del Gpm ed è stato poi raggiunto da Bais. La coppia al comando ha iniziato la seconda ascesa, la ben più difficile Kaunergrat Piller Sattel, con ancora un minuto e mezzo di vantaggio, ma un improvviso cambio di ritmo imposto dagli uomini di Nairo Quintana (Arkéa Samsic) ha in breve annullato la fuga e selezionato il gruppo.

Tappa e maglia per Simon Yates

Quintana è poi passato all’attacco, scatenando la pronta reazione del terzetto Ineos composto da Sivakov, Martínez e Sosa, ma anche di Hugh Carthy (EF) e di Simon Yates (BikeExchange). Dopo aver assistito per un po’ agli scatti incrociati degli avversari, Yates è poi salito in cattedra dimostrando di avere una marcia in più rispetto a tutti gli altri.

Con una serie di accelerazioni lo scalatore britannico ha costretto alla resa prima Quintana e Carthy, restando da solo con Sivakov. Anche il russo ha però dovuto cedere sull’ennesimo cambio di ritmo proposto da Yates, che a 23 km dall’arrivo è rimasto tutto solo al comando. Il campione della BikeExchange ha scavato subito un solco consistente rispetto agli avversari, che hanno pagato molto l’ultima parte della salita dopo aver fatto uno sforzo troppo intenso per cercare vanamente di tenere il ritmo.

Yates ha guadagnato una quarantina di secondi, poi difesi in discesa, e nell’ultima risalita di una decina di chilometri, molto pedalabili, ha continuato a spingere senza nessuna flessione. Dietro, invece, il terzetto con Quintana, Sivakov e Carthy è stato raggiunto da diversi inseguitori.

La situazione si è così rimescolata alle spalle del battistrada, e nel finale sono riusciti ad avvantaggiarsi Vlasov (Astana), Cepeda (Androni), Hindley (DSM), Dan Martin (Israel) e ancora Sivakov, che poi nel tratto più ripido della salita ha staccato tutti.

Simon Yates non ha però concesso spazio al giovane russo, concludendo da trionfatore con 41’’ di vantaggio, e con 58’’ su Martin, Vlasov e Cepeda, mentre Hindley ha pagato 1’17’’ come Carthy. Quintana è arrivato a 1’42’’, dopo aver dato comunque dei buoni segnali in salita.

Tra le note negative della giornata spicca Thibaut Pinot: lo scalatore della Groupama aveva espresso qualche dubbio sulla sua condizione nei giorni scorsi e il risultato ha confermato queste sensazioni. Il francese è arrivato con ben dodici minuti di distacco, ponendo qualche dubbio sulle sue possibilità in vista del Giro d’Italia. Ha concluso nelle retrovie, come ormai è abituale, anche Chris Froome, con quasi un quarto d’ora di distacco.

La nuova classifica del Tour of the Alps vede Simon Yates in maglia di leader con Sivakov a 45’’ e Dan Martin a 1’04’’. Il primo italiano è Brambilla al 17° posto.

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