Alejandro Valverde non finisce di stupire. Nonostante i 41 anni compiuti nello scorso aprile, il fuoriclasse spagnolo ha aggiunto un’altra vittoria di prestigio al suo infinito palmares. Il capitano della Movistar ha firmato la sesta tappa del Giro del Delfinato, con l’arrivo su una breve salita a La Sapeey en Chartreuse. Valverde è andato a rimontare Tao Geoghegan Hart che aveva anticipato lo sprint del gruppetto anche grazie a un buco creato da Geraint Thomas. Tra gli osservati speciali della corsa ha dato dei segnali di buona crescita Fabio Aru, mentre Chris Froome è apparso ancora in piena difficoltà.

Delfinato, tappa a tutta velocità

La sesta tappa del Giro del Delfinato ha alzato l’asticella del livello di difficoltà del percorso. Pur senza salite lunghe e davvero selettive, la corsa ha proposto una parte finale con ben quattro Gpm di 2^ e 3^ categoria in rapida successione.

La tappa è partita a velocità vertiginosa e questo ritmo indiavolato è durato per tutta la giornata, portando la media finale a oltre 43 all’ora nonostante le tante salite. Dopo diversi attacchi annullati dal gruppo, sono riusciti a evadere quattordici corridori, tra cui Van Avermaet, Bakelants, Craddock, Bystrom, Bernard e Cerny.

Il gruppo ha però continuato a velocità sostenuta sotto la spinta della Bora hansgrohe della maglia gialla Postlberger, e più avanti anche della Jumbo Visma.

Una volta entrati nella parte più difficile del percorso, gli ultimi 40 chilometri, sia la fuga che il gruppo si sono selezionati notevolmente e anche Postlberger non è più riuscito a tenere il passo dei più forti. In testa è rimasto il solo Craddock, ma con un vantaggio ormai ridotto in vista della salita conclusiva.

Successo di Valverde, maglia gialla per Lutsenko

Astana e Movistar hanno dato un’ulteriore accelerata al ritmo del gruppo, che è arrivato ai piedi della salita finale, tre chilometri al 6%, composto ormai da una quarantina di corridori. Craddock è stato subito ripreso e staccato, ed è partita una girandola di scatti innescata da Louis Meintjes che ha coinvolto anche David Gaudu e Tao Geoghegan Hart.

La Movistar ha però ripreso in mano la corsa mettendo in testa al gruppo Miguel Angel Lopez per favorire lo sprint di Alejandro Valverde. La corsa si è così risolta con uno sprint di un gruppo ristretto.

La Ineos si è messa in testa con Geoghegan Hart e Thomas, ma il gallese non è riuscito a tenere il ritmo del compagno, lasciandolo di fatto da solo al comando. Il vincitore del Giro 2020 ha insistito per difendere l’esiguo vantaggio, ma Valverde è partito con uno dei suoi ormai proverbiali sprint lunghi, raggiungendolo e superandolo ormai quasi sul traguardo. Lo spagnolo ha così conquistato il successo davanti a Geoghegan Hart, Konrad, Kelderman e Mas.

Lutsenko è arrivato nel primo gruppo e grazie alle difficoltà passate da Postlberger, ha conquistato la maglia gialla di leader della classifica generale.

Tra i corridori più attesi è stata confortante la prova di Fabio Aru, che si è staccato solo nelle battute finali, arrivando vicino al gruppo dei migliori, al 24° posto con 25’’ di distacco. Ancora nessun segnale convincente invece da Chris Froome, che ha perso il gruppo sulle salite precedenti e ha tagliato il traguardo con quasi tre minuti di ritardo.