Dalla gara in linea dei professionisti dei Mondiali di ciclismo di Lovanio è passato ormai un mese, ma quanto avvenuto all’interno della squadra belga continua a generare scintille e a far discutere. Lo squadrone di casa si era presentato al via come la formazione da battere e con la leadership di Wout Van Aert, favorito numero uno per la conquista della maglia iridata. Le cose poi non andarono bene per i belgi, costretti ad arrendersi allo strapotere di un Julian Alaphilippe straripante, ma anche a una tattica di corsa che si rivelò poco azzeccata, con il sacrificio di un Remco Evenepoel in grande forma già nelle fasi centrali della corsa.

Ciclismo, il fallimento belga ai Mondiali

I Mondiali di Ciclismo di Lovanio sono stati uno dei momenti più caldi della stagione, non solo per lo strepitoso bis iridato di Alaphilippe, ma anche per le polemiche interne al team belga, partito per dominare la corsa e arrivato senza nemmeno una medaglia.

Il Belgio si è schierato con una super squadra tutta costruita attorno alla leadership di Wout Van Aert. La nazionale guidata dal ct Sven Vanthourenhout è entrata in azione con forza già nelle fasi centrali della corsa, con un Remco Evenepoel arrembante nel promuovere e sostenere un tentativo di fuga a più di 150 chilometri dall’arrivo. Dopo essere stato raggiunto il giovane belga ha poi sacrificato le sue ultime energie per tirare il gruppetto dei più forti, tra cui il suo capitano Wout Van Aert e l’altro belga Jasper Stuyven.

Nel finale però, quando Alaphilippe ha lanciato il suo attacco vincente, Van Aert è rimasto attardato e anche Stuyven non è stato in grado di andare oltre un modesto quarto posto.

Al risultato fallimentare si è poi aggiunta qualche frase pungente di Remco Evenepoel per rendere incandescente il clima in casa belga. Nei giorni successivi alla corsa iridata, il corridore della Deceuninck ha dichiarato che avrebbe potuto vincere il Mondiale se la squadra lo avesse lasciato libero di fare la sua gara.

Un mese dopo la situazione non si è ancora sanata in seno al team belga. Jasper Stuyven ha rivelato che il ct Vanthourenhout aveva organizzato un debriefing, cinque giorni dopo la corsa, con tutti i corridori schierati al Mondiale. Tutti si sono presentati, ma non Evenepoel. “C’erano tutti tranne Remco. Era informato, ma ha pensato che non fosse necessario.

Penso che sia un peccato, soprattutto perché ha pensato invece ad andare a dire delle cose in televisione” ha dichiarato Stuyven.

Jasper Stuyven: ‘Alcune cose devono rimanere interne’

Jasper Stuyven ha criticato aspramente il giovane compagno di nazionale per diversi atteggiamenti tenuti prima e dopo il Mondiale. Evenepoel è arrivato all’appuntamento iridato sulla scia di critiche e dubbi sulla sua lealtà alla strategia di squadra e alla leadership di Van Aert, ma in corsa si è poi speso al 100% nel ruolo di gregario che gli era stato assegnato.

Evenepoel ha però poi parlato apertamente con la stampa di tutto quello che è avvenuto nel ritiro della nazionale belga, dai colloqui con Vanthourenhout alla sua richiesta di poter correre liberamente, respinta fermamente dal ct.

Questo comportamento non è stato apprezzato da Stuyven. “Penso che Remco a volte deve essere tenuto a freno dal suo entourage. Deve ancora imparare quanto può e non può dire delle cose. Un corridore fortissimo come lui deve rendersi conto che alcune cose devono rimanere all’interno del team” ha commentato il vincitore della Milano Sanremo.

Stuyven ha anche respinto l’idea di Evenepoel sulle sue possibilità di poter vincere il Mondiale. “Non credo” ha sentenziato il corridore della Trek. “Avrebbe dovuto fare una corsa diversa, ma anche se si fosse risparmiato non sarebbe riuscito a staccare Alaphilippe” ha spiegato Stuyven, che invece si è mostrato molto comprensivo con Van Aert. Il capitano designato del Belgio non è stato all’altezza delle attese nella fase cruciale della corsa e solo nelle battute finali ha lasciato via libera a Stuyven per andare a caccia di un risultato e salvare la corsa belga.

Stuyven ha raccontato che Van Aert si è scusato con lui per non averlo avvertito prima della sua giornata non eccezionale. “Capisco perfettamente cosa ha fatto Wout ai Mondiali, un corridore che dice – non sono eccezionale – a ogni piccolo dolore non vincerà mai una gara” ha dichiarato Stuyven.