Il passaggio di Miguel Angel Lopez dalla Astana alla Movistar era stato dei più grandi colpi del ciclo mercato dello scorso anno. L’avventura dello scalatore colombiano all’interno del team spagnolo si è però risolta in un flop totale e in una clamorosa rottura consumata sulle strade della Vuelta Espana, nel corso della penultima tappa. Lopez era ormai quasi certo del suo terzo posto nella classifica finale a 24 ore dalla conclusione della corsa spagnola, ma è rimasto sorprendentemente attardato e ha poi avuto un diverbio con l’ammiraglia del team.

L’episodio era finito con il ritiro di Lopez, in preda ad una crisi nervosa, e successivamente con la rescissione del contrato da poco rinnovato.

Lopez: ‘La cosa migliore da fare era andarsene’

La rottura consumata alla Vuelta Espana tra Miguel Angel Lopez e la Movistar è stato uno dei momenti più caldi della stagione del ciclismo appena conclusa. Lo scalatore colombiano, alla sua prima stagione in maglia Movistar, occupava il terzo posto in classifica generale, dietro a Roglic e al compagno Mas, al via della penultima tappa. Lopez ha però perso in malo modo quel podio che sembrava ormai in tasca, facendosi sorprendere da una serie di scatti avvenuti nella fase centrale della tappa. Il colombiano è rimasto attardato rispetto a quasi tutti gli altri uomini di classifica, ed è stato costretto ad inseguire tirando in prima persona il gruppetto dei corridori attardati.

L’ammiraglia della Movistar gli ha però ordinato di smettere di tirare e da questo richiamo è nato un diverbio che ha portato il corridore alla clamorosa decisione di scendere dalla bicicletta e ritirarsi nel bel mezzo della tappa. La rottura si è poi sancita definitivamente con la rescissione del contratto tra il team e il colombiano, che ha deciso di tornare alla Astana.

Qualche settimana dopo quell’episodio tanto discusso, Miguel Angel Lopez ha parlato dei motivi dell’addio alla Movistar in una conferenza stampa tenuta mercoledì scorso. Il corridore ha confermato che aveva firmato un contratto fino al 2023 e che la rottura non è stata provocata da motivi economici. “C’erano molte cose che si sono accumulate, la cosa migliore da fare era prendere questa decisione e andarsene dalla Movistar.

C’è rammarico per non essere salito sul podio, ci sono dei dettagli di cui preferisco non parlare, ma ormai è un capitolo chiuso” ha dichiarato Miguel Angel Lopez.

‘Non mi hanno permesso di andare alle Olimpiadi’

Lopez ha poi spiegato più nel dettaglio cosa ha fatto precipitare la situazione tra lui e la squadra. Il corridore aveva firmato inizialmente un contratto di una sola stagione, ma ha poi prolungato l’accordo fino al 2023. “Ho deciso di prolungare prima del Tour, ma alla vigilia della Vuelta ci sono stati dei problemi” ha raccontato il colombiano, che al Tour de France ha fornito una prestazione molto deludente e conclusa con un ritiro.

“Al Tour mi hanno fatto ritirare contro la mia volontà” ha dichiarato Lopez iniziando l’elenco degli episodi che hanno portato ad un attrito insanabile.

“La squadra non mi ha permesso di andare alle Olimpiadi, poi alla Vuelta Espana ci sono state tensioni per quanto riguarda la leadership” ha continuato il corridore colombiano, che alla Vuelta ha guidato il team insieme a Enric Mas.

Lopez ha spiegato di aver sofferto per il divieto di difendere i propri colori nazionali ai Giochi. “Il fatto che non mi sia stato permesso di andare a Tokyo mi ha irritato molto” ha spiegato lo scalatore sudamericano. A far traboccare un vaso già colmo è stato poi l’episodio avvenuto alla Vuelta Espana, arrivato dopo una corsa in cui lui e Enric Mas si sono dovuti spartire la leadership, non senza problemi. “Questo è sempre successo alla Movistar, anche Quintana e Landa lo hanno sperimentato in passato.

Ho sentito una certa tensione. I compagni di squadra, lo staff, i massaggiatori, i meccanici…hanno fatto tutti un lavoro fantastico. Il problema è che la squadra non sa gestire bene certe cose, quindi non puoi puntare al massimo” ha continuato Lopez.

Il corridore colombiano ha deciso infine di tornare al punto di partenza, in quella Astana in cui aveva sempre militato, dal suo esordio nel Ciclismo professionistico fino alla fine del 2020. “Ora vado in una squadra in cui sono apprezzato e in cui le cose funzionano diversamente. Deve essere in un ambiente in cui ti senti bene, dove tutti ti sostengono e non ci sono egoismi e tensioni” ha concluso Miguel Angel Lopez.