La stagione 2022 del ciclismo professionistico riporterà Vincenzo Nibali a vestire la maglia della Astana, la squadra kazaka in cui aveva già militato dal 2013 al 2016, cogliendo molte delle affermazioni più importanti della carriera. Per il campione messinese questo ritorno al passato potrebbe coincidere anche con l’ultimo anno nel grande Ciclismo, la stagione dei suoi 38 anni in cui andare a caccia anche di qualche soddisfazione speciale. Tra i progetti messi in cantiere da Nibali c’è anche quello della partecipazione a tutte e cinque le classiche monumento, una rarità assoluta nel ciclismo iper specializzato di questi anni.

Nibali: ‘La Roubaix mi ha incollato alla tv’

Vincenzo Nibali ha grande dimestichezza con tre delle cinque classiche monumento. Ha già vinto due volte il Giro di Lombardia e una volta la Milano Sanremo, mentre alla Liegi Bastogne Liegi, corsa amatissima dal campione messinese, ha visto svanire la vittoria nel finale per mano della meteora Maxim Iglinsky. Nibali ha partecipato una volta anche al Giro delle Fiandre, mentre non ha mai corso la Parigi – Roubaix, la classica del pavè che più di ogni altra si identifica con il ciclismo eroico di una volta. Questa fase finale della carriera potrebbe essere il momento giusto per l’esordio nell’Inferno del nord.

“Mi piacerebbe, in modo da poter dire di averci provato almeno una volta”, ha confermato Vincenzo Nibali in un’intervista a Repubblica, in cui ha ammesso di essere rimasto elettrizzato dall’ultima edizione della Roubaix, vinta da Sonny Colbrelli.

“Mi ha incollato alla tv come non mi accadeva da tempo”, ha dichiarato l’ex Campione d’Italia.

Ciclismo, la Wilier Rave alla Roubaix

Se è vero che Nibali non ha mai partecipato alla Parigi – Roubaix, è però proprio su quelle stesse stradine della campagna francese che ha regalato una delle giornate indimenticabili della sua carriera.

Era il Tour de France 2014, la tappa sul pavè con arrivo ad Arenberg, in una giornata di pioggia e maltempo intenso. Nibali volò sulle pietre, destando stupore e ammirazione e mettendo in netta difficoltà gli avversari per il successo finale. Froome si arrese dopo una serie di cadute e Contador arrivò in pesante ritardo, consegnando al campione della Astana una maglia gialla già solida e poi rafforzata fino a Parigi.

Per quella tappa lo staff della Astana allestì la sua bicicletta in modo da adattarsi al meglio con quel terreno così particolare. La sella fu abbassata di tre millimetri e allo stesso tempi il manubrio fu alzato di cinque millimetri, per consentirgli una posizione più comoda. Nibali corse con dei tubolari da 28 millimetri, più larghi rispetto alla maggior parte degli avversari, una scelta che poteva sembrare conservativa ma che si rivelò azzeccata.

Per la prossima edizione della Parigi – Roubaix, in casa Astana si sta pensando ad un’altra opzione tecnica molto particolare. Nibali potrebbe presentarsi al via della corsa con una bici gravel. Si tratta di un tipo di bicicletta studiata appositamente, nelle geometrie del telaio e nei componenti, per percorrere le strade sterrate.

La posizione in sella con la gravel sarebbe simile a quella studiata da Nibali per la tappa del pavè al Tour 2014, e il meccanico della Astana Gabriele Tosello ha confermato a Bici Pro che questa opzione è molto concreta. “L’idea è di utilizzare questa bici”, ha confermato Tosello riferendosi al modello Wilier Rave. “È chiaramente una bici più lenta, ma più guidabile e confortevole, contiamo di averla per le prime classiche in Belgio, magari anche per la Strade Bianche”, ha aggiunto il meccanico della Astana.