Nel giro di poche ore la Jumbo Visma è passata da una sfavillante presentazione, primo atto di una stagione che inizia con grandi ambizioni, allo smantellamento del ritiro di Alicante, in Spagna. La squadra olandese aveva fissato in questa settimana l’avvio dell’attività che precede il debutto agonistico: la tradizionale presentazione, le conferenze stampa e un periodo di intensi allenamenti al caldo delle coste della Spagna meridionale. Tutto però è stato bruscamente interrotto dalla notizia della positività alla Covid-19 di un corridore, che ha costretto ad un semi smantellamento del raduno, proseguito con un ridotto numero di persone e con regole più rigide.

Heijboer: ‘Lo scenario peggiore è diventato realtà’

Il programma della Jumbo Visma per questo periodo da passare ad Alicante prevedeva la presentazione del team nella giornata di martedì 11 gennaio e poi un lungo periodo di allenamenti. I corridori e il personale del team olandese hanno raggiunto la Spagna lunedì, e già martedì mattina Primoz Roglic e compagni hanno effettuato un primo allenamento, prima di dedicarsi alla presentazione e agli impegni con la stampa nel pomeriggio.

Mercoledì 12 gennaio, però, il raduno della Jumbo è stato scosso dalla notizia di una positività al Covid-19 di uno dei corridori, di cui non è stato fatto il nome. Prevedendo questa possibilità, la squadra aveva organizzato le varie attività in modo da limitare i disagi.

I corridori erano stati divisi in piccoli gruppi sia per gli allenamenti che a tavola, così da diminuire i contatti stretti e le relative quarantene. “Lo scenario peggiore è diventato realtà” ha dichiarato il responsabile delle performance della Jumbo Visma, Mathieu Heijboer. “Avevamo tenuto conto in anticipo di questo possibile scenario.

Abbiamo adottato delle misure preventive e concordato come reagire a questa situazione” ha aggiunto il tecnico del team olandese.

Ciclismo, Van Aert resta in Spagna

Il ritiro della Jumbo Visma in quel di Alicante è così stato semi smantellato. Il corridore positivo e i suoi contatti stretti sono stati isolati, mentre agli altri è stata lasciata la libera scelta se rimanere in Spagna o tornare a casa.

Primoz Roglic ha preferito tornarsene a Monaco, mentre tra belgi e olandesi ha prevalso la linea della permanenza in Spagna per approfittare del clima favorevole. Il ritiro è così proseguito con appena una decina di corridori, tra cui Wout Van Aert e Tiesj Benoot, e un ridotto numero di persone dello staff.

Van Aert ha proseguito la sua preparazione pedalando per quasi 150 chilometri e con 3.000 metri di dislivello. Il campione belga e gli altri superstiti del ritiro si sono però dovuti adeguare a delle regole ancora più rigide di quelle previste inizialmente. Gli allenamenti si sono svolti in solitaria, con una distanza sociale di almeno 500 metri tra un corridore e l’altro. Anche nel resto della giornata ogni contatto sarà evitato e ogni giorno tutti si dovranno sottoporre ad un test.