Anche in una stagione che lo ha visto tra i protagonisti più ammirati e apprezzati del Ciclismo mondiale, Wout Van Aert ha continuato a collezionare, insieme alle vittorie, anche tanti secondi posti piuttosto amari. I posti d’onore negli appuntamenti più importanti sono diventati una costante nella carriera del campione belga. Già nel 2020, il corridore della Jumbo Visma era arrivato secondo ai Mondiali, sia nella gara in linea che nella cronometro. In questa stagione Van Aert ha aggiunto altre medaglie d’argento, replicando lo stesso piazzamento alle Olimpiadi in linea e ai Mondiali a cronometro.

In un’intervista a Sporza, tv belga sempre molto attenta al mondo del ciclismo, l’ex iridato di ciclocross ha parlato di quell’amaro secondo posto della crono iridata dello scorso 19 settembre.

Ciclismo, Van Aert: ‘Penso ancora al Mondiale e alla Sanremo’

Wout Van Aert era arrivato alla settimana dei Mondiali con un carico di pressioni eccezionali. Dopo una stagione di altissimo livello, con i successi a Gand Wevelgem e Amstel in primavera, le tre tappe al Tour e l’argento olimpico, il campione della Jumbo Visma era arrivato ai Mondiali sulle strade di casa come il principale favorito. In un paese come il Belgio, in cui il ciclismo è una religione più che uno sport, le attese per Van Aert si sono moltiplicate a dismisura.

Le cose non sono andate però come tutti i padroni di casa si attendevano. Nella gara a cronometro, Wout Van Aert è stato battuto per appena cinque secondi da Filippo Ganna, dovendosi così accontentare di un’altra medaglia d’argento. Nella gara in linea, la delusione dei tifosi belgi è stata ancora più cocente. Van Aert non è stato all’altezza dei più forti, concludendo con un modesto 11° posto una corsa che ha vissuto una coda polemica all’interno del team per le strategie adottate.

Parlando a Sporza, il campione belga è tornato su quella settimana dei Mondiali. Il vincitore dell’Amstel ha raccontato alcuni particolari inediti della corsa a cronometro, spiegando che quel secondo posto brucia ancora, sia per il distacco minimo che per un malfunzionamento del misuratore di potenza che ha condizionato la sua prestazione.

“La Milano – Sanremo e il Mondiale a cronometro sono le due corse a cui penso ancora. Nelle altre corse che non ho vinto mi sentivo lontano dal successo” ha rivelato Wout Van Aert.

‘Il misuratore indicava dei valori più bassi’

Il fuoriclasse belga ha poi raccontato quello che è successo durante la cronometro iridata che lo ha visto contrapposto a Filippo Ganna. “Potevo fare meglio due cose. La prima è concentrarmi solo sulla cronometro, invece mi stavo allenando per la corsa in linea ed è un approccio diverso” ha dichiarato Van Aert, aggiungendo che l’altra cosa che lo ha portato alla sconfitta è stata una partenza troppo veloce dovuta ad un problema del misuratore di potenza.

Il corridore della Jumbo Visma e lo staff tecnico del Belgio avevano preparato un piano con i wattaggi da dover sviluppare sezione per sezione, ma la tabella di marcia è stata falsata dal misuratore.

“All’inizio ho pedalato più forte del previsto” ha raccontato Van Aert, spiegando che il misuratore non mostrava i reali wattaggi che stava spingendo.

“Abbiamo scoperto in seguito che indicava dei valori un po’ più bassi. Pensavo di essere su un buon piano con il mio ritmo, invece alla fine sono rimasto vuoto. Quando abbiamo fatto il confronto con i compagni di squadra, abbiamo visto che c’era una sottovalutazione, quindi all’inizio stavo pedalando più forte di quanto pensassi. Se poi vedi che la differenza con Ganna era di soli cinque secondi allora questo ti rode per un po’. Sarebbe stupido non fare un piano con un ritmo da seguire, ma la tecnologia a volte non è all’altezza. Inizi con un ritmo che sai di poter seguire e nel finale, se hai una giornata buona puoi andare oltre i tuoi limiti. Ma lì ho perso quei cinque secondi” ha raccontato Wout Van Aert.