Francesco Moser, oggi 70enne, è stato tra i ciclisti più importanti e vincenti d'Italia, ottenendo prestigiosi successi come un Mondiale su strada, un Mondiale su pista oltre che un Giro d'Italia. Il prossimo 9 marzo l'ex corridore trentino pubblicherà un libro intitolato 'Francesco Moser - Un uomo, una bicicletta' e, proprio presentando questa pubblicazione, non ha esitato a criticare alcune caratteristiche in seno al ciclismo attuale.

'Mi pare che si prendano troppi rischi in discesa'

Francesco Moser, senza usare mezzi termini, ha voluto sottolineare come nel ciclismo di oggi sia cambiato "quasi tutto" rispetto a quando era professionista lui.

Entrando nei dettagli di tale affermazione, l'ex azzurro ha voluto sottolineare che le strade dove si corrono oggi le gare sono "piene di rotonde". Inoltre, per Moser anche i ciclisti stessi hanno modificato il loro atteggiamento, prendendosi "troppi rischi" nei tratti di discesa, tutto ciò a discapito della sicurezza sulle due ruote.

Ma la novità che proprio non va giù a Moser è stato il maggior attivismo dei direttori sportivi nel mondo del ciclismo. A finire nel mirino dell'ex ciclista, in particolare, è l'uso degli auricolari, sottolineando che, se corresse ancora, difficilmente riuscirebbe ad adattarsi. Secondo lui, infatti, l'uso degli auricolari fa sì che tutte le decisioni di gara vengano prese dai direttori sportivi, che di fatto "guidano i ciclisti a distanza".

In questo modo, però, per Moser i corridori si trasformano, prendendo le sembianze di "schiavetti pagati bene che, però, non decidono mai niente".

'Fosse capitato a me forse avrei gettato li avrei gettati nel fosso'

A Francesco Moser, in sostanza, non va proprio giù il fatto che i direttori 'scavalchino' in corsa il ruolo dei ciclisti, decidendo per loro: "Un conto sono le informazioni, un altro conto sono gli ordini". Infine, l'ex ciclista azzurro ha ammesso che se una situazione del genere fosse capitata a lui forse si sarebbe "strappato via i cavi" e li avrebbe "gettati nel fosso".

Mosr, secondo il sito specializzato ProCyclingStats, è il secondo ciclista più importante della storia e il primo in Italia per numero di successi.

A pesare, in particolare, sono le 273 vittorie su strada ottenute da professionista, ovvero dal 1973 al 1988. Oltre alle grandi vittorie da atleta (ottenute specie nelle Classiche e vestendo la maglia della Nazionale), Moser ha ottenuto diversi riconoscimenti prestigiosi come, ad esempio, l'inserimento nella Top 25 della Cycling Hall of Fame.