Non ci sono state sorprese nella cronometro di Verona che oggi ha fatto calare il sipario sul Giro d'Italia. La classifica generale si era già ben delineata dopo la tappa di ieri sulla Marmolada ed attendeva solo la formalità dell'atto finale per consegnare definitivamente la maglia rosa a Jai Hindley. Lo scalatore della Bora non ha avuto problemi ad amministrare il vantaggio accumulato su Carapaz, e sulla spinta emotiva dell'azione decisiva di ieri ha offerto la sua miglior prestazione di sempre nelle prove contro il tempo. Hindley non ha così lasciato nessuno spazio ad improbabili tentativi di rimonta, e Carapaz si è dovuto accontentare della seconda piazza finale, con Landa terzo.

La tappa ha invece visto il successo del Campione d'Italia Matteo Sobrero, che ha sbaragliato la concorrenza con una prova superlativa.

Giro d'Italia, quinta vittoria azzurra

Il Giro d'Italia ha colorato con un po' di fresco azzurro questo weekend di chiusura. Alla vittoria segnata ieri da Alessandro Covi ha fatto seguito oggi quella firmata dal Campione d'Italia a cronometro Matteo Sobrero. Il corridore della Bike Exchange, uno dei pochi specialisti rimasti in corsa, ha fatto valere le sue doti di passista scalatore sul tracciato di Verona, 17 chilometri caratterizzati dalla salita delle Torricelle nella parte centrale.

Sobrero ha scavato un solco enorme rispetto agli avversari, dimostrando una freschezza eccellente in quest'ultimo atto della corsa rosa. Il tricolore ha chiuso in 22'24'', ad oltre 46 e mezzo di media.

Tra gli altri favoriti per il successo di tappa è andato male Edoardo Affini, apparso piuttosto stanco ed appesantito, e finito fuori dalla top ten, mentre Mathieu Van der Poel ha fornito una bella prova ma non si è potuto opporre al super Sobrero di oggi.

Dietro al Campione d'Italia, che ha regalato il quinto successo di tappa al Ciclismo azzurro, si è piazzato Arensman, a 22'', mentre Van der Poel ha chiuso terzo a 39''.

Podio finale confermato

Tra gli uomini di classifica non c'erano specialisti che potessero impensierire Sobrero. Anche le posizioni già acquisite nella generale era ben delineate, cosicché l'ultima parte della tappa non ha offerto particolari spunti, ma soprattutto l'emozione dei saluti a due grandi del ciclismo, Valverde e Nibali, e la certificazione della vittoria di Hindley.

Valverde e Nibali hanno concluso un po' in affanno, ma si sono potuti godere il meritato tributo del pubblico in questo saluto al Giro d'Italia.

Mikel Landa è andato pianissimo, ma non aveva più nessuno ad inseguirlo per il terzo gradino del podio finale. La sfida tra Carapaz e Hindley per la maglia rosa non poteva esserci e non c'è stata, visto il vantaggio di 1'25'' dell'australiano, che ha sfoderato anche una discreta prova, la migliore della sua carriera nelle prove a cronometro.

Pedalando in agilità Hindley ha limitato a sette secondi il passivo da Carapaz e mettendo così il sigillo sulla sua maglia rosa. Il corridore della Bora diventa così il primo australiano a vincere il Giro d'Italia, salendo su un podio colorato da tre continenti diversi con l'Ecuador di Carapaz e la Spagna di Landa.