E' stata una giornata intensa e piena di imprevisti quella che ha aperto la seconda settimana del Tour de France, anche se la classifica generale è rimasta invariata nei distacchi già acquisiti tra i big. La decima tappa della corsa ha aperto il trittico alpino, ma con un percorso più da media montagna e da fuga da lontano che da battaglia aperta tra i grandi favoriti. La corsa è in effetti andata via con una folta fuga composta da ben 25 corridori, che ha permesso a Lennard Kamna di viaggiare a lungo sul filo della maglia gialla virtuale, poi sfumata per pochi secondi.

Ad una quarantina di chilometri dal traguardo la corsa è stata anche neutralizzata a causa di un blocco organizzato da un gruppetto di dimostranti. Sulla facile salita finale la situazione si è capovolta e rimescolata più volte, fino allo sprint vincente di Magnus Cort Nielsen, che ha battuto di un niente Nick Schultz.

Tour, Bettiol prova l'assolo

Passato anche il secondo giorno di riposo, il Tour de France è ripartito con la decima tappa, la più facile del trittico alpino.

Il tracciato prevedeva un paio di facili salite prima dell'ascesa conclusiva di Megeve, molto lunga ma altrettanto morbida con la sua pendenza media sul 4%. L'avvio è stato velocissimo, con diversi tentativi di fuga che hanno lanciato la corsa a cinquanta di media. Solo verso metà percorso si è delineata finalmente una situazione più stabile, al termine di una battaglia intensissima per portare via la fuga vincente.

A comporre il gruppo dei fuggitivi sono stati ben 25 corridori, tra cui Filippo Ganna, Alberto Bettiol, Kristian Sbaragli, Simone Velasco, Magnus Cort Nielsen, Dylan Van Baarle, Luis Leon Sanchez, Lennard Kamna e Philippe Gilbert. Il gruppo degli uomini di classifica ha rallentato, permettendo ai fuggitivi di acquisire un vantaggio sempre più cospicuo.

Kamna ha così iniziato a pedalare sul filo della maglia gialla virtuale, essendo in classifica a meno di nove minuti da Pogacar. La UAE ha dato l'impressione di non voler difendere la maglia, ma Kamna non ha avuto un atteggiamento così deciso ed è sembrato pensare più alla vittoria di tappa che al primato in classifica.

Dopo una breve fase di stallo, la corsa si è riaccesa a 40 km dall'arrivo, quando Alberto Bettiol ha deciso di anticipare gli scalatori più forti del gruppetto per lanciarsi tutto solo all'attacco. Il corridore toscano si è poi trovato davanti un blocco con alcuni manifestanti e la giuria non ha potuto fare altro che neutralizzare la corsa e far ripartire poco più avanti i corridori con i distacchi acquisiti.

Pogacar tiene la maglia gialla

Bettiol ha ripreso la sua marcia, ma i venti chilometri della salita finale si sono rivelati molto ostici per un'avventura solitaria. Da dietro sono rinvenuti diversi corridori, in una situazione che è rimasta sempre molto fluida. Il Team Bahrain ha poi preparato l'attacco di Luis Leon Sanchez, portato a sei chilometri dall'arrivo, ma il veterano spagnolo non ha avuto le energie per fare davvero la differenza. Su di lui si è riportato Nick Schultz, ma un rallentamento ha consentito a molti altri corridori, tra cui Van Baarle e Cort Nielsen, di tornare in gioco per il successo. Sanchez ha allora tentato una volata molto lunga su un arrivo in pendenza, ma lo spagnolo ha dovuto cedere e lasciare spazio a Cort Nielsen e Schultz, che si sono giocati la vittoria al fotofinish.

Grazie al colpo di reni è stato Cort Nielsen ad avere la meglio, davanti a Schultz, Sanchez, Jorgenson e Van Baarle.

Il gruppo è arrivato a 8'54'' e Tadej Pogacar, che ha finito con una gran volata, ha tenuto per 11'' la sua maglia gialla, respingendo Lennard Kamna, che forse avrà qualcosa da recriminare per la sua condotta di corsa.

La classifica è cambiata solo per l'inserimento di Kamna, che si preannuncia del tutto momentaneo, ma domani, con l'arrivo sul Col du Granon, si attendono degli attacchi veri alla maglia gialla, che ha una squadra molto indebolita dopo l'abbandono forzato di George Bennett, risultato positivo al Covid.