Lo spettacolare Tour de France, che si è concluso il 24 luglio a Parigi con il trionfo di Jonas Vingegaard, non smette di far discutere nel mondo del Ciclismo. A due settimane e mezzo dalla fine della corsa, l’ex Campione del Mondo Mario Cipollini è intervenuto al podcast di Tuttobiciweb BlaBlaBike per commentare e analizzare quanto successo in Francia, ma anche per discutere di altri temi caldi del ciclismo. L’ex corridore, sempre attento osservatore del mondo delle corse e opinionista mai banale, ha mosso diverse critiche alla UAE Emirates e a Tadej Pogačar per il modo in cui si sono avvicinati al Tour ed hanno poi gestito la corsa.

Cipollini, gli errori della UAE e di Pogačar

Nel suo intervento Mario Cipollini ha espresso diversi dubbi sul Tour della UAE e di Tadej Pogačar. Secondo l’ex velocista toscano, la squadra del campione sloveno ha commesso diversi errori, a partire dal periodo di avvicinamento alla corsa, in cui non si è confrontato con gli altri favoriti passando dal Giro del Delfinato. Cipollini ha poi sottolineato la condotta di gara troppo aggressiva e spregiudicata che Pogačar ha tenuto nella prima parte del Tour de France, in cui ha disperso energie pensando ai traguardi parziali, mentre un uomo che mira alla vittoria finale dovrebbe avere in mente un solo obiettivo, la maglia gialla parigina.

Secondo l’ex campione, l’avvio del Tour dovrebbe invece servire a costruire una rete di alleanze con le altre squadre, elargendo favori che poi possono essere ricambiati in momento critici nel prosieguo della corsa.

Ciclismo, il no al Tour in Italia

Cipollini ha parlato in tal senso della tappa de La Planche des Belles Filles, in cui Pogačar è andato a raggiungere nel finale Lennard Kämna, corridore della Bora-hansgrohe, per vincere la corsa davanti a Vingegaard. “Normalmente, nella prima settimana di corsa, chi vuole vincere il Tour va alla ricerca di alleati che la corsa potrebbe proporti” ha dichiarato Cipollini, riferendosi a un modo di affrontare strategicamente le corse che probabilmente nel ciclismo contemporaneo è meno abituale rispetto ai suoi tempi.

“Pogačar non doveva farsi travolgere dall’idea di essere il dominatore assoluto” ha commentato l’ex campione, spiegando che la sua strategia a La Planche des Belles Filles sarebbe stata di parlare con l’ammiraglia della Bora e lasciar vincere Kamna.

Cipollini ha criticato anche l’atteggiamento tenuto da Pogačar nella tappa decisiva di Granon, quando sul Galibier fu accerchiato da Vingegaard e Roglič e fu chiamato a rispondere a una lunga serie di scatti.

“Io avrei lasciato andare Vingegaard, mi sarei rialzato per aspettare i miei compagni. Avrei chiesto aiuto a quelli a cui avevo concesso qualcosa qualche giorno prima e avrei lasciato il giovane danese in fuga da solo a tentare l’avventura” ha analizzato Cipollini, che poi si è espresso in maniera molto netta su un altro tema caldo del ciclismo, la candidatura di Firenze per la partenza del Tour de France 2024. L’ex campione si è schierato contro questo progetto, dichiarando che la città gigliata non ha bisogno del Tour, e invitando a investire quei soldi nello sviluppo del ciclismo giovanile.