I Mondiali di Ciclismo hanno riservato un finale da protagonisti, ma senza medaglie, per la nazionale azzurra, guidata per la prima volta dal CT Daniele Bennati. L'Italia è partita senza i favori del pronostico e con un ruolo in secondo piano nella corsa in linea dei professionisti che ha fatto calare il sipario sulla settimana dei Mondiali di ciclismo. Nonostante le ambizioni ridotte, la squadra di Bennati ha disputato una corsa eccellente, muovendosi bene a livello tattico e perdendo solo nelle battute finali la possibilità di salire sul podio.

Lorenzo Rota ha sognato una medaglia, inserendosi nel quartetto di inseguitori di Remco Evenepoel e Alexey Lutsenko, che però, nell'ultimo chilometro, ha rallentato fin quasi a fermarsi consentendo la rimonta del gruppo.

Lorenzo Rota ad un passo dalla medaglia

L'Italia del neo Ct Bennati ha mosso bene le sue pedine nella corsa in linea dei professionisti che ha chiuso i Mondiali di ciclismo. Samuele Battistella è stato il primo a prendere l'iniziativa, inserendosi in un tentativo di contrattacco insieme al francese Pavel Sivakov.

L'azzurro è rientrato sulla testa della corsa, contribuendo poi a selezionare il gruppetto dei battistrada. Quando i francesi hanno nuovamente acceso la corsa, sono stati Lorenzo Rota e Nicola Conci a farsi trovare pronti e reattivi. I due si sono riportati al comando, e quando Remco Evenepoel ha promosso l'azione decisiva insieme a Alexey Lutsenko, Rota è partito all'inseguimento insieme ad altri tre corridori.

Il 27enne bergamasco è arrivato ad un passo dal sogno di una medaglia iridata, cullato fino a poche centinaia di metri dal traguardo. Evenepoel è andato a trionfare, mentre Lutsenko è stato raggiunto dal quartetto di Rota, in una sorprendente lotta per l'argento e il bronzo. L'azzurro e i compagni d'avventura hanno però rallentato vistosamente nel finale, favorendo il rientro del gruppo che sembrava ormai tagliato fuori.

La seconda piazza è così andata al francese Laporte, davanti all'australiano Matthews, e gli azzurri si sono dovuti accontentare della quinta piazza di Trentin.

'A parte Remco gli altri erano alla portata'

Raggiunto nel dopo corsa da Bicisport, Rota non ha nascosto il rammarico per questa occasione sprecata, forse irripetibile. Il bergamasco ha parzialmente giustificato l'atteggiamento autolesionistico del finale con le poche informazioni sulla situazione di corsa, vista la mancanza del contatto radio con le ammiraglie. "Non avendo le radio è molto difficile, nel finale tutti ci controllavamo. Non sapevamo niente, siamo stati veramente un po' ingenui. Mi dispiace tantissimo che sia andata così" ha dichiarato Lorenzo Rota.

Il corridore della Intermarchè si è detto convinto che una medaglia fosse raggiungibile, vista la prestazione di tutta la squadra azzurra. "A parte Remco, imprendibile, gli altro erano alla nostra portata" ha commentato in un comunicato della Federciclismo. "Nell'ultimo chilometro ci siamo guardati in faccia. Io in questa stagione avevo già perso altre volate per essere partito in testa. Non volevo che accadesse di nuovo e ho atteso a prendere la testa" ha spiegato Rota sull'atteggiamento tattico tenuto nel finale, che ha favorito poi la rimonta del gruppo.