La marcia di avvicinamento alla ripresa dell'attività agonistica del ciclismo professionistico è ormai entrata davvero nel vivo. Le squadre hanno già concluso una prima serie di ritiri, per lo più in Spagna, e anche in questo periodo di festività natalizie i corridori stanno continuando a lavorare sodo per farsi trovare pronti a gennaio, quando ripartirà il calendario di corse con i primi appuntamenti extraeuropei. Parallelamente agli allenamenti su strada, molti stanno svolgendo una parte di preparazione con delle discipline alternative. Se alcuni, come Tadej Pogačar, hanno scelto di imitare Wout van Aert e gli altri specialisti del ciclocross, altri stanno pedalando intensamente su pista per trovare il giusto colpo di pedale.

È il caso di Elia Viviani, punto di riferimento e trascinatore della rinascita della pista azzurra, che in questo periodo si divide tra la strada e il velodromo di Montichiari.

Elia Viviani: 'La nuova frontiera è la forza applicata ad alta cadenza'

Il campione olimpico di Rio 2016 comincerà a correre molto presto, alla Vuelta a San Juan, corsa a tappe argentina che scatterà il 22 gennaio. Elia Viviani si giocherà buona parte della sua stagione in primavera, tra Parigi Nizza e classiche, un periodo in cui dovrà dare delle risposte alla Ineos per ottenere la convocazione per il Giro d'Italia. Il velocista veronese si sta preparando attentamente per partire forte e convincere il team a portarlo alla corsa rosa, e ha raccontato alla Gazzetta dello Sport che tipo di lavoro sta svolgendo nel velodromo di Montichiari.

Viviani ha spiegato che, rispetto a qualche anno fa, la preparazione in pista si è molto evoluta. "La nuova frontiera non è la cadenza, ma la forza applicata ad alta cadenza", ha dichiarato il campione veronese, facendo degli esempi concreti. "Facciamo partenze da fermo e progressioni da cinque chilometri, con rapporti più lunghi di quelli da gara, il 63X12 invece del 63X14, fino ad avvicinarci ai tempi di gara", ha spiegato Viviani, aggiungendo che in questo modo si pedala a cadenze più basse, circa 90-100, facendo un lavoro di progressione alla forza.

Giro e maglia azzurra tra gli obiettivi

Elia Viviani ha parlato anche dei suoi obiettivi personali, che per il 2023 ruotano soprattutto intorno al Ciclismo su strada. Il velocista della Ineos vuole risalire la china e tornare tra i grandi protagonisti dopo una stagione un po' opaca, con solo due vittorie in corse minori e la mancata convocazione per il Giro d'Italia.

Il campione olimpico esordirà il 22 gennaio in Argentina, alla Vuelta a San Juan, per poi tornare al ciclismo su pista per gli Europei, in programma nel velodromo di Grenchen dall'8 al 12 febbraio.

Viviani seguirà poi il calendario del World Tour correndo due gare a tappe, l'UAE Tour e la Parigi-Nizza, e le grandi classiche, dove gli obiettivi saranno soprattutto la Milano Sanremo e la Gand-Wevelgem. Per il veronese sarà essenziale ottenere dei risultati convincenti in questa parte della stagione per guadagnarsi un posto in squadra per il Giro d'Italia. Nella corsa rosa la Ineos sarà costruita su Geraint Thomas e sulle sue ambizioni di classifica generale, ma ha lasciato uno spazio disponibile per Viviani, a patto che i suoi risultati d'inizio stagione siano di alto livello.

Il velocista veronese ha un altro obiettivo per questo 2023 che sta per cominciare, quello di tornare a vestire la maglia azzurra anche nel ciclismo su strada. "È dal 2017 che non faccio il Mondiale", ha commentato Viviani, che punta alla convocazione sia per i Mondiali di Glasgow che per gli Europei di Drenthe.