Il mondo del Ciclismo è pronto a salutare un altro dei protagonisti della talentuosa, ma in parte inespressa, classe '90. Dopo Fabio Aru, Tom Dumoulin e Thibaut Pinot, che lascerà a fine 2023, anche Nairo Quintana si appresta a lasciare il ciclismo professionistico. Il campione colombiano dà l'addio in modo un po' triste, dopo una vicenda complessa che spiega quanto siano particolari ed ambigue certe regole del ciclismo. Quintana era risultato positivo al tramadolo in un controllo effettuato durante lo scorso Tour de France. La positività a questo prodotto comporta la cancellazione del risultato ottenuto nella corsa in cui è stato effettuato il controllo, ma nessun'altra sanzione e nessun ulteriore periodo di squalifica.

Nonostante questo, a Quintana ha riscontrato delle difficoltà insormontabili nella ricerca di una nuova squadra ed è ormai pronto a confermare ufficialmente il suo addio al ciclismo.

Ciclismo, il caso tramadolo di Quintana

Nairo Quintana ha convocato una conferenza stampa per mercoledì 25 gennaio. In questa occasione, l'ex corridore della Movistar racconterà quanto gli è accaduto negli ultimi tempi e annuncerà la fine immediata della sua carriera. La decisione di lasciare il ciclismo è maturata a causa dell'impossibilità di trovare una squadra World Tour o Professional disposta ad ingaggiarlo dopo il caso tramadolo.

Questa difficoltà di Quintana può apparire grottesca e surreale, visto che si tratta di un campione con due vittorie nei grandi giri all'attivo e che nella scorsa stagione ha conquistato quattro successi.

A mettere nei guai il colombiano è la sovrapposizione di norme che vige tra il regolamento ufficiale dell'Uci, la Federciclismo mondiale, e il Movimento per un Ciclismo Credibile, una libera associazione a cui hanno aderito gran parte delle squadre professionistiche. L'MPCC prevede regole più severe di quelle ufficiali, e impone ai team che hanno scelto di aderirvi di non ingaggiare corridori che hanno subito delle squalifiche per doping.

Il Movimento si è anche battuto a lungo per inasprire le pene in caso di positività al tramadolo.

Il mancato accordo con la Corratec

Gli organizzatori di corse più importanti, a partire da quelli del Giro e soprattutto del Tour, sembrano appoggiare questa associazione, ed avrebbero invitato le squadre desiderose di ottenere le wildcard a farne parte, forse anche per dare un'immagine migliore al ciclismo e ai propri eventi.

Per questo sono sempre di più i team che hanno scelto, più o meno liberamente o per forza di cose, di entrare nel MPCC ed imporsi delle regole più dure di quelle ufficiali.

Questo ha reso molto problematica la ricerca di una nova squadra da parte di Nairo Quintana. Il campione colombiano è stato in Europa nei giorni scorsi per avere dei colloqui con alcuni team, e principalmente con la Corratec. La trattativa non è però andata a buon fine, perchè la squadra è entrata recentemente nel MPCC e ha ottenuto la wildcard per il Giro d'Italia. Quintana è quindi tornato in Colombia senza nessun contratto in tasca e, come confermato dal programma tv Ciclismo en Grande, mercoledì terrà la conferenza stampa in cui darà l'annuncio del suo addio al ciclismo.

Quintana, due grandi giri e 51 vittorie totali

Nairo Quintana è passato professionista a 19 anni, nel 2009, con una piccola squadra colombiana, la Boyaca es para vivirla. Nel 2012 ha fatto il grande salto nel World Tour con la Movistar, segnalandosi subito tra i più forti scalatori e specialisti delle corse a tappe. I suoi più grandi successi sono stati il Giro d'Italia 2014 e la Vuelta Espana 2016.

E' anche arrivato due volte secondo al Tour de France e ha vinto quasi tutte le corse di una settimana più prestigiose, come la Tirreno Adriatico, la Volta Catalunya, la Volta Paesi Baschi e il Giro di Romandia. Nelle sue quattordici stagioni da professionista ha messo a segno 51 vittorie, tra le quali 8 tappe nei grandi giri.