Nel tappone dolomitico di Val di Zoldo è il campione d'Italia Filippo Zana a festeggiare la vittoria con l'ennesima fuga da lontano che va a segno in questo Giro d'Italia. Il tricolore è riuscito a inserirsi in un'azione scaturita da un'intensa battaglia iniziale e poi ha avuto ragione allo sprint di Thibaut Pinot, che ha collezionato un'altra delusione. La corsa degli uomini di classifica si è accesa sulla durissima salita di Coi, dove Primož Roglič ha rialzato la testa dopo le difficoltà del Bondone. Geraint Thomas ha risposto con grande efficacia, mentre João Almeida non è stato allo stesso livello di due giorni fa e alla fine ha perso 21'' dai due rivali.

Giro d'Italia, sette in fuga

La diciottesima tappa del Giro d'Italia ha portato la corsa al primo dei due appuntamenti dolomitici che tra oggi e domani daranno dei verdetti quasi decisivi per l'esito della corsa. Il percorso ha proposto il passo della Crosetta in avvio e poi la sequenza di salite finali composta da Forcella Cibiana, Coi e Zoldo Alto. La partenza è stata con una sequenza di scatti e tentativi di fuga che, dopo qualche chilometro di intensa battaglia, hanno portato in testa alla corsa sette corridori: il tricolore Filippo Zana, Thibaut Pinot, Derek Gee, Marco Frigo, Warren Barguil, Aurélien Paret-Peintre e Vadim Pronskij.

Il gruppo ha inizialmente tenuto sotto controllo il distacco, per poi rallentare nel tratto di fondovalle dopo la Crosetta e dare così il definitivo via libera agli attaccanti, che sono andati a giocarsi il successo di giornata.

Pinot ne ha approfittato per conquistare punti a tutti i Gpm e vestire la maglia azzurra. La fuga si è selezionata sulla salita di Coi, breve ma con pendenze costantemente sul 10% e oltre.

Pinot e Zana si sono dimostrati i più forti ed hanno scavato un solco importante sugli altri compagni d'avventura. Il francese è stato più tranquillo rispetto al teatrale finale della tappa di Crans-Montana, ma questo atteggiamento più sobrio non gli è bastato per avere ragione dell'avversario. Zana ha lasciato Pinot al comando sull'ascesa finale di Zoldo Alto, per poi fulminarlo allo sprint e andare così a conquistare il successo.

Primož Roglič in crescita, ma Thomas è sempre in rosa

Anche la corsa degli uomini di classifica si è decisa sulla salita di Coi. La Ineos ha guidato per tutta la fase iniziale e centrale della tappa, confermando tutta la sua qualità nonostante i ritiri di Ganna, Sivakov e Geoghegan Hart. Quando le pendenze si sono fatte davvero impegnative, è però entrato in azione Primož Roglič.

Il campione sloveno, fin lì molto defilato, ha chiesto uno sforzo a Sepp Kuss, che ha alzato il ritmo sparpagliando il gruppetto.

In compagnia dei due Jumbo sono rimasti solo Geraint Thomas ed Eddie Dunbar, che però ha successivamente ceduto. João Almeida non ha retto il cambio di ritmo ed è rimasto leggermente staccato, ma è salito bene trovando l'aiuto di un eccellente Jay Vine. Il portoghese non è però riuscito a colmare il divario in discesa, complice un errore di Vine, e nel finale verso Zoldo Alto, un paio di chilometri abbastanza pedalabili, ha pagato lo sforzo.

Thomas e Roglič hanno intensificato l'azione e sono riusciti a mettere un buon bottino di secondi su Almeida, che ha tagliato il traguardo con 21'' di distacco. Dunbar ha chiuso a 36'', mentre Caruso ha pagato un minuto.

La nuova classifica generale vede Geraint Thomas, sempre solido e convincente, in maglia rosa con 29'' su Roglič, in crescita ma non ancora esplosivo come nei giorni migliori. Almeida è ora a 39'', mentre Dunbar ha scavalcato Caruso per la quarta posizione. Da segnalare il rientro di Pinot nella top ten. Il francese è ora settimo.