All'ottava tappa, su un percorso movimentato dal doppio passaggio sul Muro dei Cappuccini, il Giro d'Italia ha regalato il primo, vero confronto diretto tra i grandi favoriti al successo finale. La corsa si è divisa in due, con una fuga di corridori lontani in classifica che si sono giocati il successo di tappa, e più indietro i big che nel finale sono finalmente usciti allo scoperto.
La fuga ha lanciato il coraggio e la freschezza di una delle belle novità di questa primavera di corse, l'irlandese Ben Healy. Il corridore della EF se n'è andato tutto solo già a cinquanta chilometri dall'arrivo per completare una vera impresa sul traguardo di Fossombrone.
L'ultimo passaggio sul Muro dei Cappuccini ha ispirato l'attacco di Primoz Roglic, che ha trovato un Remco Evenepoel non molto brillante. Lo sloveno, poi raggiunto da Thomas e Geoghegan Hart, ha così limato una manciata di secondi dal ritardo accumulato nella crono iniziale, ma soprattutto ha dato un segnale importante per il prosieguo di questo Giro d'Italia.
Le nouveau classement du #Giro à l'issue de cette 8e étape et avant le chrono demain (35km). Andreas Leknessund garde son maillot rose pour 8 secondes face à Remco Evenepoel. Primoz Roglic est revenu à 30" du Belge. pic.twitter.com/sitFOTZcIa
— Le Gruppetto (@LeGruppetto) May 13, 2023Giro, che assolo di Healy
All'indomani della deludente tappa del Gran Sasso, il Giro d'Italia è ripartito per l'ottava frazione, la Terni-Fossombrone di 207 km.
Il percorso è stato caratterizzato dalla doppia scalata al Muro dei Cappuccini, strappo con pendenze fin sul 18%, inframezzate dalla più lunga salita al Monte delle Cesane.
La corsa è partita con una girandola di scatti, vista la buona probabilità di successo di una fuga da lontano. Alla fine, dopo un'ora pedalata a tutta velocità, sono riusciti ad avvantaggiarsi tredici corridori: François Bidard, Alessandro Tonelli, Filippo Zana, Mattia Bais, Carlos Verona, Oscar Riesebeek, Samuele Battistella, Ben Healy, Tom Skujins, Alessandro Iacchi, Valentin Paret-Peintre, Warren Barguil e Derek Gee.
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— Giro d'Italia (@giroditalia) May 13, 2023La corsa si è spezzata in due, con la lotta per la vittoria di tappa tra i battistrada e gli uomini di classifica in attesa del finale.
La prima si è decisa piuttosto presto. Già al primo passaggio sul Muro dei Cappuccini, ad una cinquantina di chilometri dall'arrivo, Ben Healy ha deciso di attaccare in maniera decisa. L'irlandese è riuscito subito a fare il vuoto, dimostrando di essere di un'altra categoria rispetto ai compagni d'avventura, e confermando le belle prestazioni di tutta questa primavera.
Nonostante il lungo sforzo solitario, Healy non ha avuto flessioni, ed anzi ha continuato via via a guadagnare sempre più terreno. il finale è stato come una passerella per l'irlandese, che è così andato a conquistare il suo primo successo in un grande giro, con Gee e Zana a completare il podio.
Evenepoel in difficoltà, Leknessund ancora in rosa
Più indietro, la Ineos ha alzato l'andatura nel primo passaggio dal Muro dei Cappuccini, ed anche la Jumbo Visma ha poi tirato il gruppo sul Monte delle Cesane. Il lavoro ai fianchi è poi stato concretizzato nell'ultima scalata ai Cappuccini dove, dopo il forcing iniziale della Bora, Primoz Roglic ha rotto gli indugi.
Lo sloveno è partito nel suo tipico attacco con frequenze altissime, seguito da un sorprendente Leknessund. L'atteggiamento della maglia rosa è stato un po' esuberante, mentre Remco Evenepoel non è apparso molto brillante ed incisivo. Il campione del mondo ha perso qualche decina di metri, è sembrato recuperare, ma nel finale del muro ha pagato lo sforzo, così come Leknessund.
Da dietro sono risaliti i due leader della Ineos, Gerant Thomas e Tao Geoghegan Hart, che sono riusciti a riportarsi su Roglic con una scalata molto ben gestita.
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— Giro d'Italia (@giroditalia) May 13, 2023Roglic ha spinto anche nella breve discesa finale verso l'arrivo, trovando poi qualche cambio dagli Ineos nell'ultimo chilometro. Il terzetto è arrivato con 14'' sul gruppetto di Evenepoel, Almeida, Caruso, Haig, Vine, Dunbar e Sivakov. Leknessund è arrivato qualche secondo più indietro, insieme a Vlasov, ma ha mantenuto la sua maglia rosa per appena 8'' su Evenepoel.
Domenica 14 maggio il Giro d'Italia continua con la cronometro di Cesena, un momento chiave nell'equilibrio della corsa rosa, soprattutto alla luce della leggera difficoltà vissuta oggi da Remco Evenepoel e della bella prestazione di Roglic e degli Ineos.