Riecco Remco Evenepoel. Il campione del mondo di ciclismo è pronto a riprendere la sua stagione, bruscamente interrotta con il ritiro al Giro d’Italia a causa del Covid. Evenepoel ha scelto il Giro di Svizzera come gara di rientro e sarà l’osservato speciale della corsa a tappe elvetica che scatta oggi, domenica 11 giugno. Alla vigilia del via il belga della Soudal - Quick-Step ha risposto alle tante domande, curiosità e attenzioni che i media non fanno mai mancare a un grande personaggio come lui, soprattutto dopo le polemiche per il ritiro dal Giro.
Evenepoel: 'Nulla da nascondere'
Nella conferenza stampa che ha preceduto il via del Giro di Svizzera, Evenepoel è tornato a parlare dell’uscita di scena dal Giro d’Italia, della ripresa dal Covid e delle polemiche per questo ritiro che alcuni hanno interpretato come una fuga. Il belga ha raccontato di aver continuato a seguire il Giro in tv dopo il suo ritiro. "Ho visto tutte le tappe, tranne l’ultima. Ho lasciato il Giro con dei bei ricordi, con due vittorie di tappa e dopo aver indossato la maglia rosa”, ha raccontato Evenepoel, che ha voltato pagina dopo le accuse ricevute. “Non ho nulla da nascondere. Fortunatamente sono abbastanza forte mentalmente da lasciarmi alle spalle una cosa del genere”, ha dichiarato Evenepoel chiudendo l’argomento.
Il campione del mondo di ciclismo ha raccontato di essere risultato negativo al Covid quattro giorni dopo il ritiro dal Giro, giovedì 18 maggio, e di essere tornato in bici martedì 23. “Ma mi sono serviti altri tre giorni per ritrovare un buon feeling sulla bici. Mi sono allenato per dieci giorni nelle Ardenne e in questo periodo abbiamo deciso di fare questo Giro di Svizzera”, ha dichiarato Evenepoel.
'Se mi staccassi in salita in Belgio scoppierebbe una bomba'
Naturalmente non sono mancate le domande sulla decisione di non correre il Tour de France. Dopo il ritiro dal Giro, in molti hanno pensato che Evenepoel potesse cambiare programma e decidere di partecipare al Tour. Anche Tadej Pogačar ha invitato il campione del mondo a correre la Grande Boucle, ma il belga ha spiegato che questa opzione è stata subito scartata.
Evenepoel ha raccontato di aver mandato dei messaggi allo stesso Pogačar per spiegargli il motivo del suo no al Tour de France. "Ho mandato un po' di informazioni a Tadej. Devi capire che ho passato sei mesi a prepararmi per il Giro. Ero in ottima forma alla partenza e ho passato mesi in ritiro in cima a una montagna per raggiungere quel picco di forma. Se sei così malato per dieci giorni che non puoi pedalare, allora non è facile tornare in perfetta forma. Quando correrò il Tour lo farò al meglio, devo essere al 150 per cento. Non era possibile adesso. Serve un po' di pazienza, ma quel giorno arriverà", ha dichiarato Remco Evenepoel.
Il campione del mondo ha aggiunto che sul no al Tour ha pesato anche l'enorme pressione a cui è sottoposto in Belgio, dove tutti lo attendono al varco in ogni corsa.
"Un piano B per correre il Tour senza ambizioni di classifica e puntare a una vittoria di tappa è stato brevemente sul tavolo, ma è stato presto accantonato. Non posso correre senza aspettative. Se dovessi staccarmi nella prima tappa di montagna, in Belgio esploderebbe una bomba”, ha raccontato Remco Evenepoel.