Il Tour de France della UAE Emirates si è concluso con un bilancio positivo, nonostante non sia arrivato il successo finale di Tadej Pogačar, obiettivo con cui il team era partito. Il suo Ds Joxean "Matxin" Fernández ha raccontato che Pogačar non stava bene fin dal mattino, che è poi caduto nelle fasi iniziali della tappa e che queste difficoltà hanno portato a un cambio di strategia durante la corsa.

Il fuoriclasse sloveno è arrivato al via della corsa con qualche dubbio per via dell'infortunio rimediato alla Liegi-Bastogne Liegi di aprile, una frattura allo scafoide che lo ha costretto a ritardare di qualche settimana la ripresa della preparazione dopo il periodo delle classiche primaverili.

Pogačar ha avuto delle difficoltà nella prima tappa pirenaica, ma ha poi trovato un feeling sempre migliore, e nella fase centrale della corsa ha rimontato secondo su secondo nei confronti del grande rivale Jonas Vingegaard. L'ultima settimana ha però risolto la sfida a favore del danese della Jumbo, sia grazie a una sua prova maiuscola nella crono di Combloux, ma anche a una crisi pesante di Pogačar nella successiva tappa di Courchevel. Lì il campione della UAE Emirates ha perso sette minuti dopo una prova particolarmente sofferta, dando la chiara impressione di avere qualche problema fisico.

'Matxin' Fernández: 'Abbiamo cambiato strategia dopo la seconda salita'

"Sì, quella mattina non stava più bene.

Era pallido, aveva mal di pancia, alla seconda salita non aveva più un buon feeling e questo ci ha fatto cambiare strategia", ha raccontato il tecnico della UAE Emirates, che ha scelto un atteggiamento più prudente e conservativo per difendere la seconda posizione in classifica generale di Pogačar. "Avevamo programmato un attacco per recuperare tempo in montagna e rischiare il tutto per tutto, ma siamo passati dall'essere molto ambiziosi a molto difensivi proprio per questo motivo. Inoltre ha avuto una caduta e questo ha peggiorato tutto. Da lì, con due corridori in fuga, abbiamo deciso di fermarne uno per Tadej e un altro per Adam Yates", ha raccontato Fernández.

Quando è andato in crisi sulla salita del Col de la Loze, Pogačar ha così avuto al suo fianco Marc Soler, inserito nella fuga iniziale e fermato per attenderlo.

"Soler ha una buona percentuale di merito per il podio finale di Pogačar, perché è stato duro, lottando con lui, incoraggiandolo, sacrificandosi per aiutare il suo leader in ogni momento. Se fosse stato lasciato solo sarebbe stato tutto più negativo”, ha commentato il tecnico spagnolo.

'Soddisfatto e orgoglioso dei ragazzi'

Fernández ha tracciato un bilancio finale comunque soddisfacente per il Tour della UAE, rendendo merito al vincitore del Tour de France Jonas Vingegaard, ma anche ai suoi corridori per il modo in cui hanno saputo reagire a delle situazioni molto complicate per portare a casa il doppio podio di Pogačar e Yates e ben tre vittorie di tappa.

"In realtà le cose sono andate bene, ma c'è stato un corridore più forte e non c'è bisogno di cercare scuse.

Non credo abbiamo sbagliato qualcosa, ma piuttosto che c'è stato un corridore migliore. Puoi solo congratularti con il vincitore e riconoscere che è stato il migliore. Tadej ha perso molto tempo a causa di circostanze eccezionali come la cronometro, problemi di stomaco, si è sentito malissimo quel giorno quando si è svegliato, una caduta... È riuscito a risollevare una brutta giornata, almeno a non perdere la seconda posizione. Insomma, sono molto soddisfatto di come è andata a finire e di come sono state fatte le cose, ma c'è sempre quella piccola ferita di non aver saputo vincere. Senza perdere il sorriso e molto orgoglioso dell'impegno dei ragazzi”, ha commento Joxean "Matxin" Fernández.