Al di là dei risultati, delle vittorie e delle classifiche, Thibaut Pinot ha chiuso la sua avventura al Tour de France seguendo il percorso tracciato in tutta la sua carriera. Il corridore francese, che appenderà la bici al chiodo al termine della stagione, ha vissuto ieri una giornata da brividi nell'ultima tappa di montagna della corsa, la sua ultima volta sulle salite del Tour. Per uno strano gioco del destino, la corsa lo ha portato a questo addio proprio sulle sue strade di casa, sulle salite dei Vosgi sulle quali si è sempre allenato fin da ragazzo, sognando un giorno di vivere quei tornanti e quelle rampe da protagonista nel ciclismo dei grandi.
La storia si è compiuta nella tappa di ieri del Tour, quella che ha portato la corsa a Le Markstein tra una folla oceanica e festante in attesa di salutare l'idolo di casa, che ha così vissuto una giornata "più bella di una vittoria".
Thibaut Pinot: 'Questo va al di là dello sport'
Pur non essendo uno dei corridori più vincenti del ciclismo, Thibaut Pinot è entrato nel cuore degli appassionati come solo pochi altri sono riusciti a farlo. Con il suo talento da scalatore puro, atteso come un predestinato in Francia, come il campione che avrebbe dovuto riportare in patria quel Tour che manca dai tempi di Hinault, Pinot ha vissuto una carriera in bilico tra la classe cristallina e gli alti e bassi emotivi che ne hanno condizionato i risultati.
Spesso schiacciato dalle pressioni, il corridore francese si è ritrovato in un ciclismo troppo esasperante, da cui è sembrato a volte voler sfuggire, e che ha messo in evidenza le sue fragilità. Proprio l'aver riportato il ciclismo a questa dimensione così umana, anche romantica, oltre alla sua natura di corridore generoso, ha però decretato il grande successo popolare di Pinot, che è diventato un personaggio tra i più amati.
Il saluto che gli ha tributato la sua gente nella tappa di ieri del Tour de France ne è l'emblema. Pinot, che a fine stagione chiuderà la carriera a soli 33 anni, ha vissuto una giornata in fuga, più per poter passare in testa alla corsa, da solo, nella marea umana dei suoi tifosi che per vincere la tappa.
Sulla salita del Petit Ballon, il corridore francese ha così concretizzato il suo sogno che testimonia la sua visione romantica del ciclismo, tutta all'insegna delle emozioni.
"Ho vissuto delle emozioni incredibili. Una vittoria ti regala delle sensazioni che restano, ma tutto questo va al di là dello sport. Ho lasciato una traccia nel cuore della gente e questo è più bello di una vittoria", ha raccontato Pinot al termine della corsa.
🔥🔥🔥 Merci Thibaut 🔥🔥🔥#TDF2023 | @ThibautPinot pic.twitter.com/waXVhEK9ze
— Tour de France™ (@LeTour) July 22, 2023'Mi sono chiesto se fosse vero o no'
La salita del Petit Ballon ha regalato al corridore della Groupama dei brividi indimenticabili: "È una bella storia, sono passato tutto solo, in testa, nella curva a me dedicata.
È stato folle. Non riuscivo a rendermi conto che tutto questo fosse per me. Non immaginavo di essere da solo al comando della corsa sul Petit Ballon. Quando è successo mi sono chiesto se fosse vero o no. Sarebbe stato ancora più bello vincere, ma non esageriamo, queste cose succedono solo nei libri o nei film, anche se non ci sono andato così lontano".
Anche se oggi vivrà il gran finale del Tour de France a Parigi, Pinot ha spiegato che il suo vero ricordo d'addio della corsa resterà quello della tappa di ieri: "Sarà emozionante anche arrivare a Parigi, ma il mio pubblico, la mia regione, la mia tappa, era questa. I Campi Elisi sono la giornata della maglia gialla, questa era la mia giornata, le mie ultime immagini del Tour de France".