L'epilogo del Giro d'Italia, con la sfida all'ultimo secondo tra Geraint Thomas e Primoz Roglic nella cronoscalata del Monte Lussari, resta uno dei momenti più elettrizzanti della stagione di ciclismo professionistico appena conclusa. Il campione gallese si presentò al via in maglia rosa con 26'' di vantaggio sullo sloveno della Jumbo Visma, un divario che sembrava lasciargli buone opzioni per la vittoria finale del Giro. Invece, la corsa regalò un finale incredibile, con Roglic prima fermato da un salto di catena e poi protagonista di una rimonta sensazionale.

Lo sloveno vinse la tappa e ribaltò la situazione in classifica generale, prendendo la maglia rosa per appena 14''. A distanza di cinque mesi, Geraint Thomas è tornato a parlare di quel Giro nel suo podcast "Geraint Thomas Cycling Club", ed ha rivelato di essersi presentato al via della corsa rosa in condizioni precarie per un problema di salute che si era trascinato per un po'. "Avrei vinto il Giro, non per fare lo spaccone, se non avessi perso tutto quel lavoro di base" ha dichiarato il campione gallese.

Geraint Thomas: 'L'inizio è stato atroce'

Geraint Thomas ha rivelato che il suo Giro d'Italia in realtà è stato molto più complicato di quanto sia apparso dall'esterno. Il corridore della Ineos ha spiegato di aver perso gran parte del programma di preparazione a causa di un'infezione che lo ha condizionato per tutta la prima parte del 2023.

"Penso di poter guardare indietro ed essere molto soddisfatto della mia stagione, perché l'inizio è stato atroce" ha raccontato Geraint Thomas.

"Praticamente ho avuto questa infezione alle vie urinarie, l'ho presa alla fine del training camp a dicembre e continuava a ripresentarsi. Alla fine di marzo abbiamo scoperto che si trattava di un piccolo calcolo calcificato nella mia prostata. Poi ho cambiato la sella per alleviare un po' la pressione, da allora sto bene. Vuol dire che praticamente dal ritiro di dicembre a marzo ho perso il 50% degli allenamenti" ha rivelato Thomas.

'Senza quel problema sarei stato quindici secondi più veloce'

Il campione gallese si è quindi presentato al via in condizioni di forma non certo ideali, ma nonostante tutto ha tenuto la maglia rosa per otto giorni e sfiorato la vittoria finale del Giro d'Italia.

"Non c'è stata continuità nel mio allenamento, quindi andare al Giro e finire secondo con 15 secondi di ritardo, se me lo avessero detto prima della gara, sarei stato felicissimo", ha ammesso Thomas. "Perdere la maglia rosa all'ultimo giorno è stato brutale, ma guardando indietro, posso essere davvero felice di come sono riuscito a rimettermi in quella forma dopo la stagione che avevo avuto" ha continuato il gallese.

Geraint Thomas si è lasciato andare anche ad una riflessione un po' spavalda e impossibile da verificare nella realtà, ma in cui c'è un fondo di verità.

"Probabilmente avrei vinto il Giro d'Italia, senza essere uno spaccone. Penso che se non avessi avuto quell'infezione e non avessi perso tutto quel lavoro di base, sarei sicuramente stato quindici secondi più veloce. Nel crono di apertura, per esempio, non avrei perso così tanto tempo come ho fatto e poi lo stesso per tutto il resto percorso, sarei andato un po' meglio" ha commentato Geraint Thomas.