In un'intervista rilasciata alla tv nazionale slovena RTV, Matej Mohoric ha fatto un raffronto tra le prestazioni del recente passato e quelle attuali nel ciclismo professionistico. Il campione del Team Bahrain ha testimoniato come nell'ultimo decennio l'evoluzione tecnologico abbia portato a un innalzamento davvero importante dell'intensità e della velocità delle corse. il corridore sloveno ha dichiarato che adesso riesce a raggiungere delle prestazioni che un decennio fa sembravano inimmaginabili. "In pianura adesso posso andare più di cinquanta all'ora, 52 - 53.

Dieci anni fa, con i materiali che avevamo allora, riuscivo forse ad arrivare a 46 - 47 con la stessa potenza", ha spiegato Matej Mohoric.

Mohoric: 'Le bici ora sono molto veloci'

Con la sua testimonianza, Mohoric ha voluto replicare a chi ritiene l'innalzamento generale delle prestazioni, che ha segnato le ultime stagioni del Ciclismo, come un chiaro ricorso a qualche nuova forma di doping. Secondo il campione sloveno tutto si può spiegare con il perfezionamento dei materiali a disposizione.

"Le bici sono così veloci adesso. Con la moderne specialissime che usiamo al Tour de France, quando corriamo con 300 watt di potenza, che è ritmo ancora abbastanza basso, ho circa 120-130 battiti al minuto.

Posso proseguire così per tutta la tappa. A questa intensità brucio grassi", ha commentato Mohoric, che per far capire meglio quanta evoluzione ci sia stata nei materiali ha fatto un esempio ancora più chiaro.

"In pianura, senza vento, con un asfalto decente, ora vado a più di 50 chilometri orari, circa 52, 53. Dieci anni fa, con i materiali che avevamo allora, con la bici, con la maglia, il casco e tutto il resto, andavo forse a 46 o 47 all'ora con la stessa potenza.

Questa è una differenza significativa. E se è a disposizione di ogni corridore succede proprio che siamo molto più veloci come gruppo", ha spiegato il campione del Team Bahrain.

'UAE e Jumbo hanno un budget doppio'

Matej Mohoric ritiene che le grandi squadre come la UAE di Pogacar e la Jumbo di Vingegaard abbiano fatto dei progressi ancora più importanti sul fronte dei materiali.

"Non possiamo fare paragoni. Loro hanno il doppio del budget del nostro team. Se metti il ​​doppio delle conoscenze in una cosa, sarai in grado di controllare il doppio dei dettagli che influenzano l'aerodinamica, la resistenza al rotolamento, puoi spendere il doppio per prepararti", ha analizzato Mohoric.

Il campione sloveno si è detto convinto che questa tendenza continuerà anche nei prossimi anni e che il livello raggiunto ora da Pogacar e Vingegaard al Tour de France, tra un decennio non sarà più sufficiente per dominare come fanno loro in questo momento. Ricordando i tanti controlli a cui vengono sottoposti adesso i corridori, Mohoric ha invitato la gente a credere nella pulizia del ciclismo, a capire che l'innalzamento del livello non è dovuto al doping. "Dobbiamo segnalare la nostra posizione 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e che abbiamo visite molto frequenti da chi ci controlla a casa", ha aggiunto Mohoric.