Alle Olimpiadi di Parigi 2024 il ciclismo su strada vivrà un'edizione con molte novità. I titoli in palio restano quattro, quelli delle gare a cronometro e in linea maschili e femminili, ma con un programma invertito e un numero di partecipanti fortemente ridotto. Il calendario si aprirà con le prove contro il tempo e si chiuderà con quelle in linea, a cui parteciperanno appena 90 uomini e altrettante donne. Questo format, che taglia decine di pass olimpici per il ciclismo e cambia completamente lo scenario tattico delle corse, ha sollevato qualche critica.
Il corridore olandese Wout Poels intervistato da GCN si è espresso in maniera forte e diretta. "È ridicolo quello che hanno fatto alle Olimpiadi in tutti gli sport. Ci saranno corridori che non riescono a fare 10 chilometri con il gruppo" ha commentato Poels.
Ciclismo, a Parigi con la parità di genere
I cambiamenti che hanno coinvolto anche il ciclismo su strada alle Olimpiadi sono stati decisi per dare più spazio a sport nuovi che hanno fatto il loro ingresso nel programma dei Giochi e per garantire la parità di genere tra uomini e donne. Nella scorsa edizione di Tokyo 2020 alle gare in linea parteciparono 197 atleti, di cui 130 uomini e 67 donne. Stavolta il totale è stato tagliato a 180, equamente divisi tra 90 uomini e 90 donne.
Nella corsa maschile di Parigi vedremo quindi una situazione del tutto inedita per il ciclismo su strada di alto livello. Il gruppo sarà particolarmente ridotto, con squadre di tre - quattro unità e la presenza di diversi corridori il cui unico obiettivo è quello di partecipare in rappresentanza di nazioni fuori dai confini abituali del ciclismo.
Questo nuovo formato di corsa è stato fortemente criticato da Wout Poels. "Penso che è ridicolo quello che hanno fatto alle Olimpiadi in tutti gli sport" ha dichiarato l'olandese a GCN. "Hanno inserito nel programma anche la breakdance" ha aggiunto Poels. L'ingresso di nuovi sport, per attirare un pubblico più vasto o per accontentare sponsor e tv, ha di fatto costretto a tagliare i posti a disposizione per gli eventi più classici al fine di non far lievitare il numero complessivo di atleti a dimensioni ingestibili.
Poels: 'Bisognerà trovare un accordo con altri paesi'
Poels ritiene che il taglio dei posti per la gara di ciclismo sia un grosso errore e che andrà a inficiare il livello tecnico della prova. "Negli ultimi dieci anni i corridori hanno cominciato a prendere maggiormente di mira le Olimpiadi, è un peccato che ora decidano che il gruppo sarà composto da soli novanta corridori. Questo è ridicolo, non ci saranno tutti i migliori alla partenza. Invece ci saranno paesi che non hanno nessuna storia nel ciclismo, con corridori che non riescono neanche a fare dieci chilometri con il gruppo" ha commentato Wout Poels.
Il campione olandese si aspetta una corsa molto particolare, con possibili alleanze trasversali, ma nonostante le critiche si è detto ancora interessato alla convocazione.
"L'Olanda avrà tre corridori, non si potrà controllare la corsa. Bisognerà fare un accordo con altri paesi, ma se mi chiedi se voglio partecipare ugualmente, si, vorrei esserci" ha dichiarato Poels.
Ecco quanti corridori potranno schierare le nazionali alla gara in linea maschile delle Olimpiadi di Parigi.
Quattro corridori
- Belgio
- Danimarca
- Slovenia
- Gran Bretagna
- Francia
Tre corridori
- Spagna
- Paesi Bassi
- Italia
- Australia
- Stati Uniti
Due corridori
- Germania
- Colombia
- Portogallo
- Norvegia
- Svizzera
- Austria
- Irlanda
- Canada
- Kazakistan
- Nuova Zelanda