Le novità regolamentari sull'inclinazione delle leve dei freni hanno creato un po' di scompiglio nel mondo del ciclismo. Negli ultimi anni molti corridori hanno iniziato ad usare le leve in maniera impropria, inclinandole per assumere una posizione più aerodinamica. Questa tendenza è arrivata a soluzioni sempre più estreme, finché l'Uci ha deciso di vietare l'inclinazione delle leve. Questo divieto ha spaccato il gruppo dei corridori, dal quale si sono levate soprattutto molte voci contrarie a questa nuova regola. Intanto, però, mentre l'Uci ha iniziato i primi controlli al Tour Down Under, i produttori hanno già trovato delle contromisure lanciando sul mercato dei manubri in cui le leve dei freni hanno già una posizione più inclinata rispetto a quella tradizionale.

Meno di quindici centimetri di distanza tra i cappucci dei freni

Le caratteristiche essenziali di questi nuovi manubri, progettati e lanciati a gran velocità dopo il cambio di regolamento dell'Uci, sono la larghezza particolarmente ridotta e l'inclinazione delle leve. Un modello lanciato da Toot Racing ha una distanza di appena 147 millimetri nel punto più stretto tra un cappuccio dei freni e l'altro. Questa particolare costruzione in 3D permette di appoggiare gli avambracci sulla parte orizzontale e impugnare i cappucci dei freni assumendo così una posizione più allungata e molto aerodinamica. Il prodotto, che ha un costo che varia dai 1390 ai 1990 euro, è già stato approvato dall'Uci e già registrato per poter essere utilizzato alle Olimpiadi di Parigi della prossima estate.

Anche il marchio Lambda Tuning è stato prontissimo a lanciare un manubrio a leve inclinate che di fatto aggira le nuove regole dell'Uci. In questo caso si stratta di un prodotto in carbonio, che ha delle forme meno estreme del precedente e una distanza tra i cappucci dei freni ai 24 centimetri nel punto più stretto.

Simmons: 'Il ciclismo è incredibilmente pericoloso'

In attesa di vedere se questi prodotti si faranno largo nel ciclismo professionistico e se altri marchi seguiranno questa tendenza, al Tour Down Under, la corsa che segna l'inizio della stagione, l'Uci sta effettuando i primi controlli sulle biciclette per valutare se l'inclinazione delle leve è conforme al nuovo regolamento. Molti corridori si sono mostrati scettici e critici per le decisioni prese dal massimo organo del ciclismo.

Secondo Quinn Simmons questa regola non servirà a rendere le corse più sicure, ma forse solo a distogliere l'attenzione dai veri problemi del ciclismo. "Sono assolutamente favorevole a tutto quello che può migliorare la sicurezza, il ciclismo è incredibilmente pericoloso, ma credo che questo non porterà nessun cambiamento. A causare le cadute sono i percorsi e gli arrivi pericolosi, gli organizzatori che la fanno franca, e i corridori che fanno cose stupide. La sicurezza non cambia ora che i miei comando sono regolati tre pollici più all'interno, sono solo un po' più a disagio" ha commentato Simmons.

Uno dei pochi corridori ad accogliere favorevolmente la nuova regola è stato Robert Gesink, uno dei veterani del gruppo.

"Nel complesso sono soddisfatto, abbiamo visto alcune soluzioni davvero estreme. Le leve sono progettate per frenare e controllare la bici, se un certo spostamento porta a situazioni di scarsa sicurezza è bene che vengano prese delle misure" ha dichiarato Gesink.