Nel mondo del ciclismo professionistico è sempre più diffusa la pratica dell’allenamento a digiuno, che sta iniziando a riscuotere interesse anche tra gli amatori. Diversi team hanno iniziato a inserirla nei propri programmi di allenamento, come la INEOS Grenadiers, in cui alcuni corridori fanno colazione solo con un caffè e poi bevono solo acqua durante la pedalata, mentre altri team stanno provando un sistema ibrido, iniziando l’allenamento a digiuno e poi introducendo l’alimentazione normale solo nell’ultima parte. A fare chiarezza su questa pratica è stato Will Girling, nutrizionista del team EF Education–EasyPost, che in un’intervista a BikeRadar ha spiegato come l’allenamento a digiuno abbia come scopo quello di forzare l’organismo a utilizzare le riserve di grasso come fonte di energia, al posto che i carboidrati.

In questo modo il ciclista può migliorare la propria resistenza, abituando il corpo a utilizzare anche le riserve di grasso durante le corse e bilanciare così la necessità di un apporto continuo di carboidrati. Per poter ottenere i benefici dell’allenamento a digiuno bisogna però seguire alcune indicazioni, senza sottovalutare i possibili rischi collegati.

I consigli di Will Girling per l’allenamento a digiuno in bici

Will Girling, proseguendo nell’intervista a BikeRadar, ha dato dei consigli pratici a chi volesse provare a praticare l’allenamento a digiuno in bici, partendo dall’intensità: “Occorre mantenere un carico di lavoro basso per tutto il tempo, intorno alla zona due, quindi una corsa relativamente facile”.

Infatti in caso si svolga l’allenamento ad un'intensità elevata, non si riuscirebbe a scomporre i grassi abbastanza velocemente e si consumerebbero altre risorse energetiche nel corpo, con conseguenti rischi.

Altro punto importante su cui si sofferma Girling è la frequenza di questo tipo di allenamento: “Se lo faceste sempre, ostacolereste la vostra capacità di allenarvi correttamente”. Infatti se il corpo si abituasse solo a bruciare i grassi durante gli allenamenti, andrebbe a perdere la capacità di assimilare i carboidrati e non riuscirebbe ad avere più sufficiente energia per gli sforzi ad alta intensità. Per Girling l'ideale per un corridore sarebbe quindi fare “una o due ore di allenamento a digiuno al mattino, al massimo due volte alla settimana”.

Oltre a limitare la frequenza, gli esperti ricordano anche che l'allenamento a digiuno può anche avere dei rischi e degli effetti indesiderati, per questo è bene fare prima delle prove limitate e chiedere consiglio al proprio medico. L’allenamento a digiuno potrebbe infatti portare vari problemi fisici legati all’assenza di nutrimento e anche indebolire le difese immunitarie dell'organismo.

L’allenamento di Tadej Pogacar per migliorare la resistenza

Pedalare in zona due, ovvero ad un’intensità relativamente bassa, non è solo un’indicazione specifica per l’allenamento a digiuno, ma è utile anche per lavorare sulla resistenza con tipologie di allenamento tradizionale. Infatti il fuoriclasse sloveno Tadej Pogacar, ha raccontato recentemente come grazie al suo nuovo preparatore Javier Sola sia riuscito a migliorare la resistenza con allenamenti specifici sia in zona due che VO2Max, riuscendo a mantenere la sua esplosività anche nei tratti più faticosi delle corse.