In questo periodo di grandi classiche del Nord, nel mondo del ciclismo non si parla d'altro che della sfida tra Mathieu Van der Poel e Tadej Pogačar alla Parigi-Roubaix di domenica 13 aprile. Per Pogačar sarà il debutto assoluto nell'Inferno del nord, una prima che sta catalizzando attenzioni eccezionali, espandendo l'interesse per la Roubaix anche al di fuori dell'abituale cerchia degli appassionati di ciclismo. Di fronte al campione del mondo e al suo tentativo di reinventarsi come uomo da Roubaix ci sarà lo specialista per eccellenza delle classiche sul pavé, Mathieu Van der Poel.

Il fuoriclasse dell'Alpecin ha già vinto due volte la classica francese, nelle ultime due edizioni, e dalla sua ha l'esperienza, la capacità di guidare la bici su ogni terreno e la potenza dirompente di un gigante del ciclismo. Nella vittoriosa cavalcata di un anno fa, quando fu protagonista di un lungo assolo, Van der Poel attirò una certa curiosità anche per una scelta particolare, che sarebbe intenzionato a ripetere anche in questa edizione, un cambio di bici programmato poco prima del settore iniziale di pavé. L'ex campione Tom Boonen ha bocciato questa scelta, ritenendola uno stress inutile.

Ciclismo, due diverse bici per asfalto e pavé

Tom Boonen è uno dei più eccelsi interpreti delle classiche del Nord che il ciclismo abbia mai conosciuto.

Il campione fiammingo detiene il record di vittorie sia al Giro delle Fiandre, tre, che alla Parigi-Roubaix, quattro, in coabitazione con altri corridori. Dopo il suo ritiro dal ciclismo, nel 2017, Boonen è diventato uno dei più apprezzati opinionisti della tv belga Sporza. In questa veste ha analizzato l'imminente grande sfida della Roubaix. Secondo Boonen, Van der Poel potrebbe commettere un grosso errore se decidesse di cambiare ancora la sua bicicletta durante la corsa.

Il campione olandese sarebbe intenzionato a partire con una bici più scorrevole e aerodinamica, per sfruttare queste caratteristiche nei primi cento chilometri tutti in asfalto. Poco prima di entrare nel primo settore di pavé, VDP si fermerebbe per prendere un modello più confortevole e adatto ai terreni sconnessi.

"L'ho visto fare una quindicina di volte, ma nessuno in realtà ne ha mai tratto vantaggio. I corridori che lo fanno pensano di risparmiare delle energie nei primi cento chilometri asfaltati, perché utilizzano una bici più scorrevole", ha commentato Boonen, che ritiene questa scelta un ulteriore accumulo di stress in una corsa già di per sé estrema.

'Gli altri favoriti lo terranno d'occhio'

"Non bisogna cambiare troppo presto, perché si vuole sfruttare il vantaggio di una bici più scorrevole il più a lungo possibile. Ma non bisogna nemmeno farlo troppo tardi, perché altrimenti non si sarà mai davanti in tempo per il primo tratto di pavé. Tanto stress solo per risparmiare 15 watt", ha spiegato Tom Boonen.

L'ex campione ritiene che gli avversari di Van der Poel potrebbero approfittare di questa situazione per fargli spendere delle energie in più. "Gli altri non staranno a guardare. I rivali terranno d'occhio Van der Poel e quando cambierà la sua bici. Faranno in modo che non rientri così facilmente", ha commentato Tom Boonen.