A pochi giorni dalla partenza del Giro d'Italia 2025, che scatterà dall'Albania venerdì 9 maggio, i favori del pronostico si dividono sostanzialmente tra Primož Roglič e Juan Ayuso. I due campioni rappresentano due generazioni e due storie completamente diverse, il 35enne Roglič: arrivato tardi al ciclismo, contro il 22enne Ayuso, considerato fin dalle categorie giovanili come un predestinato.

Per Roglič, questo Giro d'Italia sarà la prima parte di una sfida che lo porterà poi anche al Tour de France contro Vingegaard, Evenepoel e Pogacar. Il preparatore del campione sloveno, Marc Lamberts, ha raccontato a Wielerflits che Roglič non sente il peso dei suoi 35 anni e che, nonostante sia pronto a combattere per la maglia rosa, il suo obiettivo principale resta il Tour de France.

'A casa ora non riesce a lavorare come una volta'

Primož Roglič ha già vinto il Giro d'italia nel 2023, strappando la maglia rosa a Geraint Thomas in un palpitante finale sul Monte Lussari, e ha fatto incetta di Vuelta Espana, vincendone ben quattro. Il Tour de France resta l'ultimo tassello mancante alla sua carriera, con il ricordo di quella maglia gialla sfumata in maniera rocambolesca nella penultima tappa dell'edizione 2020 ancora ben presente nella mente di tutti gli appassionati di ciclismo.

Con queste premesse, in molti avrebbero scommesso su un Roglič concentrato unicamente sul Tour in questa stagione, ma il campione sloveno ha deciso di misurarsi con il doppio impegno tra la corsa rosa e quella gialla.

Il suo storico preparatore Marc Lamberts, che lo ha seguito dalla Visma alla RedBull Bora, ha raccontato che Roglič è pronto ad affrontare questa grande sfida. "Alla Volta Catalunya ha dimostrato che il suo livello era già piuttosto buono e al Giro d'Italia lo aumenterà di qualche punto percentuale" ha commentato Lamberts, spiegando di aver programmato una stagione con poche corse e tanti periodi di altura anche per la situazione familiare del corridore.

"Vuole lavorare al meglio per raggiungere i suoi obiettivi principali e questo deve avvenire attraverso quei ritiri di allenamento in quota. A casa, non riesce a farlo bene come una volta, per questo non riesce più a raggiungere il suo livello massimo.

D'altra parte, Primoz è anche un uomo di famiglia, ha due bambini piccoli, di cui vuole prendersi cura quando è a casa. È già via così tanto" ha raccontato Lamberts.

'Ero contrario al Giro d'Italia'

Il preparatore di Primož Roglič ha spiegato che i 35 anni del suo campione non rappresentano un problema, neanche in questo ciclismo in cui sbocciano talenti sempre più giovani. "Lui ha iniziato tardi e questo significa che può ancora avere un margine di miglioramento. Questo non si vede in nessun altro corridore della sua età. I metodi attuali, in cui i corridori fanno tanto volume e intensità fin da un'età molto giovane rende tutto ciò impossibile. Primoz non ha fatto niente di tutto ciò e in lui non vedo nessuna flessione" ha dichiarato Lamberts.

Il preparatore di Roglič ha spiegato anche di aver cambiato in parte gli allenamenti del suo campione, puntando più sulla resistenza e meno sull'esplosività, anche a causa del nuovo modo di correre del ciclismo moderno. "Era necessario, perchè oggi si va all'attacco anche a 50 o 60 km dall'arrivo" ha dichiarato Lamberts.

Lamberts ha anche negato che la scelta di correre il Giro sia stata dovuta alla volontà di evitare il confronto con Pogacar e Vingegaard al Tour de France. "Anzi, nella sua testa il Tour de France è ancora l'obiettivo principale. La squadra era favorevole a fare il Giro. È stato Primoz stesso a prendere la decisione di puntare su Giro e Tour. Ne abbiamo parlato a lungo, ma sinceramente io ero contrario, perchè la Vuelta Espana è più adatta alle sue caratteristiche" ha raccontato Marc Lamberts.