“Il ciclismo italiano è rimasto indietro rispetto a Slovenia, Germania e Belgio, dobbiamo crescere” queste le parole che Damiano Cunego ha rilasciato in esclusiva ai microfoni di Blasting News al termine della tappa del Giro-E con arrivo a Cesano Maderno. Sono passati 21 anni da quando il veneto trionfò al Giro d’Italia, conquistando la maglia rosa a sorpresa. A quei tempi i tifosi erano abituati a vedere un corridore italiano sul gradino più alto del podio, a differenza di quanto avviene negli ultimi anni. Cunego ci ha confermato che il movimento del ciclismo azzurro è rimasto indietro rispetto agli altri, ma vede comunque delle prospettive positive: “Ci sono già dei giovani interessanti, come Antonio Tiberi e Giulio Pellizzari, che stanno facendo bene.
Spero siano i primi di molti ragazzi giovani italiani protagonisti”. I due corridori citati stanno già correndo con i migliori in questa edizione del Giro d’Italia, con l’auspicio che nei prossimi anni possano lottare anche per la conquista della maglia rosa.
La nuova vita di Cunego: ‘Mi occupo di preparazione’
Dopo il ritiro dal ciclismo professionistico, l’attenzione di Damiano Cunego si è spostata su un altro aspetto del mondo delle due ruote, quello della preparazione atletica e tecnica, anche se le corse in bici hanno sempre un valore speciale: “Adesso mi occupo di preparazione con Cycling Lab, poi una volta all'anno torno in corsa e vengo qui al Giro-E con il Team Continental per fare questa esperienza”.
Lo scorso anno Cunego si è laureato con il massimo dei voti in Scienze Motorie e ora lavora come preparatore al Cycling Lab Bike Fitting Pro di Mendrisio, nel Canton Ticino. Il suo focus è quello di fornire piani di allenamento personalizzati per i ciclisti, assieme ad altri esperti. Lo spirito da corridore resta però intatto e al termine della frazione del Giro-E, lo vediamo contento di salire sul podio delle premiazioni per indossare la Maglia Blu di Leader della Classifica Generale, in quanto capitano del suo team.
L’importanza della tecnologia nel ciclismo: ‘Vale l’80%’
Nell’intervista Damiano Cunego ha poi confermato come nel ciclismo attuale l’aspetto tecnico e dei materiali sia prevalente e fondamentale per ottenere le vittorie: “La tecnologia conta tanto, un buon 80% del risultato”.
Per questo al Cycling Lab lui e suoi colleghi si stanno focalizzando sull'analisi biomeccanica, in modo da permettere ad ogni corridore di avere un perfetto assetto aerodinamico in bici, andando a ottimizzare le performance in corsa. Inoltre gli strumenti tecnologici avanzati di misurazione e di monitoraggio dei parametri come watt, Vo2Max, frequenza cardiaca e lattato, permettono di creare un percorso di allenamento personalizzato anche con la tecnica dell’Ipossia intermittente IHHT. Questa permette di simulare l’effetto dell’allenamento ad alta quota e garantisce la rigenerazione cellulare. Il ciclismo sta diventando quindi sempre più uno sport in cui i dettagli tecnici fanno la differenza.