Il Giro d'Italia ha vissuto una giornata convulsa e dai tratti grotteschi nella sua sesta tappa, quella che ha portato la corsa a Napoli. Una leggera pioggia ha reso le strade viscide, provocando una caduta a circa settanta chilometri dal traguardo. Con una decisione forse eccessivamente prudente, giuria e organizzazione hanno deciso di neutralizzare la corsa, annullando distacchi e abbuoni e lasciando in palio soltanto la vittoria di tappa. Il finale è stato così piuttosto anomalo, con una manciata di corridori a contendersi il successo, andato allo sprint a Kaden Groves, mentre tutti gli altri, attardati di diversi minuti, arrivati al traguardo a ritmo blando.
💥 Massive crash in the peloton, with many riders involved, including @RichardCarapazM, Jai Hindley, @PaulMagnier1 and others.
The race is neutralized for the moment, we'll provide updates as soon as we can. #GirodItalia pic.twitter.com/tZMaNvGIwO
— Giro d'Italia (@giroditalia) May 15, 2025Hindley, Giro d'Italia già finito
La sesta tappa del Giro d'Italia ha portato la corsa a Napoli in una giornata grigia e a tratti con una pioggia leggera, condizioni che hanno avuto risvolti surreali. Il percorso ha proposto qualche difficoltà altimetrica nelle fasi iniziali e poi tanta pianura per una prevedibile volata di gruppo. Taco Van der Horn, Lorenzo Fortunato ed Enzo Paleni sono partiti subito all'attacco.
Fortunato ha conquistato una manciata di punti ai GPM, poi si è fatto da parte lasciando Paleni e Van der Horn al comando.
La pioggia leggera e alcuni passaggi insidiosi negli attraversamenti cittadini hanno creato un po' di pericoli. A una settantina di km dall'arrivo si è verificata una maxi caduta, in cui sono rimasti coinvolti anche Jai Hindley, che è stato costretto al ritiro, e Richard Carapaz, ripartito con delle evidenti ammaccature. Vista la situazione, la corsa è stata neutralizzata per alcuni minuti. Giuria e organizzazione hanno poi deciso di ripartire annullando ogni distacco e punteggio. Questa scelta, forse presa sull'onda emotiva della caduta, si è rivelata molto prudente. Le condizioni meteo sono migliorate e nel finale i corridori hanno trovato strade sempre più asciutte e niente più pioggia.
Vista la neutralizzazione dei tempi, diversi corridori, tra cui Roglič, Ayuso e la maglia rosa Pedersen, hanno deciso di rallentare già a molti chilometri dall'arrivo e procedere tranquillamente, lasciando un gruppetto sempre più ridotto a giocarsi la vittoria di tappa.
Facile vittoria di Groves
Paleni e Van der Horn, rivitalizzati anche dalla sosta per la neutralizzazione, hanno venduto cara la pelle, ma nel finale si sono dovuti arrendere al rientro del gruppo. La Alpecin ha poi mandato avanti Plowright, sulle cui tracce si è mosso Wout van Aert. Il belga non ha però avuto la decisione necessaria per tirare dritto e ha lasciato spazio alla volata di una decina di corridori rimasti in gruppo.
Kooij si è visto bloccare da Moschetti, che lo ha chiuso alle transenne, e a centro strada ne ha approfittato Kaden Groves, che ha vinto largamente su Fretin e Magnier.
Mads Pedersen è arrivato attardato di molti minuti, ma ha mantenuto la sua maglia rosa. La classifica generale vede campione danese ha un vantaggio di 17'' su Roglič e 24'' su Vacek.