Tra i tanti episodi che hanno caratterizzato la tappa decisiva del Giro d'Italia, quella che sabato 31 maggio ha portato la corsa sul Colle delle Finestre e al traguardo del Sestriere, in molti hanno notato l'aiuto che Dries De Bondt ha dato a Richard Carapaz.

I due corridori appartengono a squadre diverse, ma dopo essersi inserito nella fuga iniziale, De Bondt ha dato una mano a Carapaz quando è stato raggiunto, dunque in una fase cruciale della corsa.

Parlando a Wielerflits, il corridore belga ha spiegato i motivi di questo strano comportamento.

De Bondt ha raccontato di aver incontrato Ken Vanmarcke, uno dei Ds della EF, prima del via della corsa. Da questo colloquio e dall'incertezza sul suo futuro, è nata la decisione del corridore della Decathlon di prestarsi a questo estemporaneo ruolo di gregario di Carapaz. "In tanti mi hanno chiesto perchè l'ho aiutato, ed era proprio quello che volevo" ha dichiarato il corridore belga.

'Ho pensato di promuovermi durante il Giro'

Dries De Bondt è in scadenza di contratto con la Decathlon e non ha ancora ricevuto proposte di rinnovo dalla sua squadra. Durante il Giro d'Italia, il corridore belga ha avviato qualche contatto con altri team. "Mi è sembrata una buona idea promuovermi durante il Giro, ho fatto sapere ad alcune squadre che sono disponibile" ha dichiarato De Bondt.

L'iniziativa del corridore della Decathlon ha subito dato qualche frutto. De Bondt ha raccontato di essere stato avvicinato da Ken Vanmarcke, Ds della EF, prima del via della tappa di Sestriere del Giro. "Mi ha chiesto se avevo programmi per la corsa, perchè per loro sarebbe stato difficile mandare qualcuno in fuga" ha dichiarato il corridore della Decathlon. "Mi ha detto che se fossi stato in posizione per giocare un ruolo importante, allora ci sarebbe potuto essere qualcosa di serio in ballo per me. Questo mi ha ispirato a fare quello che ho fatto" ha spiegato De Bondt.

Il corridore belga si è così inserito nella fuga iniziale, ed è stato raggiunto dagli uomini di alta classifica sul Colle delle Finestre, proprio quando Simon Yates era partito all'attacco e Carapaz cercava vanamente di staccare Del Toro.

De Bondt si è messo in testa a lavorare per Carapaz, anche se, non essendo un grande scalatore, il suo impegno si è esaurito in qualche centinaio di metri.

'Speravo che colmassero lo svantaggio da Yates'

"Potevano vedere Yates davanti a noi, non era così lontano" ha raccontato De Bondt, mostrando la sua delusione per il modo in cui si è poi sviluppata la corsa. "Speravo che avessero la testa e le gambe per colmare lo svantaggio, dopo la corsa sarebbe potuta ricominciare. Ma non è stato più possibile" ha commentato il corridore belga, che non sa se avrà qualcosa in cambio per questo piccolo aiuto.

"Dopo quell'azione, in molti mi hanno chiesto perché l'avessi aiutato ed era esattamente quello che volevo.

Così è stato chiaro a tutti che ero sul mercato" ha spiegato De Bondt, che non esclude un dialogo con la EF. "Se mi mettono ad un tavolo con le persone giuste con cui parlare, è già una vittoria. Ma dovrebbero offrirmi un contratto solo se sono convinti di potermi usare" ha dichiarato Dries De Bondt.