Anche l’ultima tappa di montagna di questo Tour de France, con arrivo a La Plagne, ha visto il successo di un outsider che ha approfittato delle dinamiche tattiche della corsa. Dopo una fuga generosa, ma tatticamente sbagliata di Roglič, la tappa si è decisa sulla salita finale di La Plagne, con Tadej Pogačar che ha provato a staccare Vingegaard senza riuscirci. Il danese ha iniziato un lavoro di marcamento senza mai rilanciare, forse nel tentativo di stancare il rivale e batterlo nel finale. Della situazione ha approfittato Thymen Arensman, che ha guadagnato una trentina di secondi e ha così conquistato la sua seconda vittoria in questo Tour, mentre lo scontro tra Vingegaard e Pogačar si è risolto in un’inutile volata del danese per il secondo posto.
Nel dopo tappa, la Visma ha confermato che la strategia era incentrata sul successo di giornata, considerando ormai chiusa la questione maglia gialla. "Volevamo far lavorare Pogačar", ha dichiarato il tecnico Grischa Niermann.
Le classement général du Tour de France à l'issue de la 19e étape : Felix Gall et Tobias Johannessen gagnent chacun une place, Primoz Roglic tombe au 8e rang. Kevin Vauquelin reste 7e. Le podium se rapproche pour Florian Lipowitz. #TDF2025 pic.twitter.com/63w7VU34Wg
— Le Gruppetto (@LeGruppetto) July 25, 2025Vingegaard e Pogačar si annullano sulla salita finale
Già di chilometraggio molto ridotto, l'ultima tappa di montagna del Tour de France ha subito un taglio di percorso per l'impossibilità di transitare sul Col de Saisies.
Il percorso ha contato così appena 93 km. Sulla salita al Col du Pré, Primož Roglič è stato protagonista di una generosa fuga insieme a Lenny Martinez e Valentin Paret-Peintre. La UAE ha però imposto un deciso controllo e non ha lasciato più di un minuto di vantaggio. Nonostante la situazione, Roglič ha insistito e, dopo lo scollinamento della Cormet de Roselend, ha staccato i due francesi restando solo al comando. L'azione si è rivelata controproducente, perché lo sloveno è stato raggiunto nel piano prima della salita di La Plagne ed è poi crollato perdendo il suo quinto posto in classifica.
La crisi di Roglič, e anche quella di Vauquelin, hanno incentivato la Decathlon di Gall a lavorare intensamente sulla salita finale, provocando una selezione che ha ridotto il gruppo a una decina di uomini.
Pogačar ha poi provato ad accelerare un paio di volte, ma Vingegaard è riuscito a rispondere. Il danese si è poi incollato alla ruota della maglia gialla senza mai collaborare o rilanciare. La situazione ha così aperto la porta a un attacco di Thymen Arensman, lontano in classifica generale e libero da marcature.
L'olandese della Ineos ha guadagnato rapidamente una trentina di secondi. Pogačar ha poi preso la testa del gruppetto, con ormai i soli Vingegaard, Lipowitz e Onley a ruota. Arensman ha difeso con grande caparbietà il suo vantaggio, ma nel finale la difficoltà di Onley ha cambiato la situazione. Lipowitz ne ha approfittato per mettere al sicuro il suo posto sul podio dando una mano a Pogačar e riavvicinandosi pericolosamente al fuggitivo.
La maglia gialla è rimasta, però, passiva e Vingegaard si è mosso solo negli ultimi duecento metri per un’ormai tardiva volata. Arensman è così andato a vincere la sua seconda tappa, con Vingegaard, Pogačar e Lipowitz subito dietro e Onley staccato di una quarantina di secondi. Gall ha concluso un'ottima tappa a un minuto e mezzo con Johannessen, mentre i grandi sconfitti della giornata sono stati Vauquelin, arrivato a sei minuti, e Roglič, sprofondato a dodici.
La nuova classifica vede Pogačar virtualmente ormai vincitore del Tour, Vingegaard a 4'24'' e Lipowitz sul podio con un minuto su Onley. Gall è salito al quinto posto davanti a Johannessen, Vauquelin e Roglič.
Niermann: 'Volevamo la tappa'
Nel dopo tappa, il Ds della Visma Grischa Niermann ha spiegato che la strategia di Vingegaard era orientata al successo di tappa, nel tentativo di far stancare Pogačar per poi batterlo nel finale. "Non era più possibile recuperare i quattro minuti e mezzo di ritardo in classifica generale", ha dichiarato Niermann.
"Volevamo la tappa e il modo di vincerla era di far lavorare Pogačar. Anche lui voleva vincere, ma ha sbagliato i calcoli. Complimenti ad Arensman e alla Ineos. Se la tappa fosse stata più lunga, avremmo provato qualcos'altro. Ma era chiaro che sarebbe stato molto difficile. Guardate Primož Roglič. Ha fatto un ottimo sforzo, ma ha pagato caro sulla salita finale. Ribaltare il Tour sarebbe stato difficile", ha commentato il tecnico della Visma.