Nella tappa regina del Tour de France, la diciottesima con l'arrivo sul Col de la Loze, Tadej Pogačar ha spento ogni residua velleità di Jonas Vingegaard e della Visma, esorcizzando la montagna che due anni fa fu teatro della crisi più drammatica della sua carriera. La Visma ha provato ad attaccare nella parte centrale della corsa, sul Col de la Madeleine, ma la maglia gialla è apparsa in perfetto controllo e ha seguito senza problemi le mosse di Vingegaard. La corsa si è poi rimescolata in modo rocambolesco e quasi surreale nel fondovalle tra la Madeleine e il Col de la Loze, quando la Visma ha lasciato il controllo del gruppetto favorendo una fuga che ha permesso a Ben O'Connor di vincere la tappa, alla quale si è aggiunto inutilmente anche Jorgenson.
La scalata finale non ha offerto grandi emozioni, ma ha ribadito la superiorità di Pogačar, che in vista del traguardo ha accelerato per allungare ulteriormente su Vingegaard e chiarire i valori in campo. Nonostante tutto, Vingegaard si è mostrato fiducioso e ha ringraziato i compagni: "La squadra è stata fantastica".
Au classement général, Jonas Vingegaard pointe à 4'26" de Tadej Pogacar après cette 18e étape. Florian Lipowitz est toujours 3e, pour 22" devant Oscar Onley. Les deux jouent aussi le maillot blanc. Kevin Vauquelin perd une place, désormais 7e. Healy est 9e, O'Connor 10e. #TDF2025 pic.twitter.com/B85g4wR33V
— Le Gruppetto (@LeGruppetto) July 24, 2025Visma all'attacco sulla Madeleine, ma Pogačar c'è
Per la diciottesima giornata di corsa, il Tour de France ha proposto la sua tappa regina, con una sequenza di tre grandi salite alpine, il Glandon, la Madeleine e l'arrivo al Col de la Loze, dove Pogačar visse l'unica vera crisi della carriera nell'edizione di due anni fa.
Dopo qualche chilometro tranquillo, che ha permesso a Jonathan Milan di transitare per primo al traguardo volante e mettere il sigillo sulla maglia verde, la corsa si è infiammata sulle prime rampe del Glandon. Già in questa fase iniziale della corsa sono entrati subito in azione Roglič, Jorgenson, Gall, Arensman e O'Connor, che si sono inseriti in una folta fuga.
La UAE ha, però, preso la testa del gruppo per non lasciare troppo vantaggio agli attaccanti, che hanno scollinato il Glandon con un paio di minuti. La corsa è poi cambiata radicalmente sulla Madeleine, dove la Visma ha imposto la sua andatura facendo grande selezione per preparare l'attacco da lontano promesso da Vingegaard per cercare di ribaltare la classifica generale.
Dopo il forcing di Kuss, Vingegaard è poi scattato a 70 km dall'arrivo, ma Pogačar non ha mostrato nessuna debolezza e lo ha seguito con apparente facilità, mentre Lipowitz e gli altri sono rimasti irrimediabilmente staccati. I due campioni sono andati in breve a riprendere il gruppetto di Roglič, e Jorgenson si è così messo in testa a lavorare per il capitano facendo a tutta velocità anche la discesa.
Nel falsopiano prima del Col de la Loze, i Visma si sono però fermati per chiedere collaborazione, dando il via a una fase della corsa molto confusa. O'Connor ne ha approfittato per attaccare seguito da Rubio e Jorgenson, mentre Arensman e Lipowitz sono riusciti a rientrare nel gruppo maglia gialla.
Il momento surreale è proseguito con Pogačar e Vingegaard quasi fermi, Lipowitz che ha attaccato indisturbato e Jorgenson che ha rallentato lasciando soli al comando Rubio e O'Connor. In gruppo sono rientrati molti corridori attardati sul Col de la Madeleine, come Onley, Vauquelin, Johannessen e i compagni di Vingegaard e Pogačar.
L'attesissima salita finale è così passata via con poche emozioni. O'Connor è rimasto da solo in testa con un vantaggio rassicurante e ha conquistato la tappa, salvando un Tour in cui era partito con grandi ambizioni di classifica generale. Il gruppo è salito dietro al ritmo regolare prima della Visma e quindi della UAE, mentre Lipowitz ha pagato lo sforzo ed è stato raggiunto e staccato.
Vingegaard ha abbozzato un attacco in vista dell'ultimo km, ma Pogačar lo ha subito spento rilanciando e lasciandolo irrimediabilmente indietro. Lo sloveno ha così allungato di un'altra decina di secondi, ma ha soprattutto dato un colpo da KO alle residue ambizioni di ribaltone finale della Visma.
Onley, apparso in grande difficoltà nelle fasi centrali, ha invece riaperto i giochi per il podio, grazie anche a qualche incertezza della RedBull, che non ha approfittato del suo momento critico.
In classifica, Pogačar guida ora con 4'26'' su Vingegaard, mentre Lipowitz è terzo a 11'01'', seguito da Onley a 11'23''.
'Il Tour non è ancora finito'
Nel dopo corsa, Jonas Vingegaard ha catalizzato l'attenzione dei media, a caccia di spiegazioni sulle strategie della Visma.
"Mi sentivo bene, e anche la squadra. Avevamo grandi progetti, come si è visto", ha dichiarato Vingegaard. "Abbiamo provato ad attaccare presto e ci siamo riusciti. Purtroppo non sono riuscito a guadagnare terreno su Tadej, ma la squadra ha fatto un lavoro fantastico. Voglio ringraziarli. Tutti hanno sostenuto al 100% il piano. Mi dà tanta motivazione avere una squadra così al mio fianco", ha continuato il danese, che ha poi parlato del momento di confusione che si è creato in fondo alla discesa della Madeleine.
"Non c'era collaborazione. Lipowitz ha attaccato e noi abbiamo aspettato i nostri compagni di squadra. Abbiamo ripreso il ritmo sul Col de la Loze", ha spiegato Vingegaard che nonostante il risultato della tappa, continua a mostrare fiducia. "Oggi sembravamo abbastanza alla pari. Ha guadagnato qualche secondo alla fine, ma il Tour non è ancora finito. Non ancora", ha dichiarato il danese della Visma.