Dopo la doppietta di Tadej Pogačar a Hautacam e Peyragudes, l'ultima delle tre tappe pirenaiche del Tour de France è stata decisa da una fuga da lontano. Thymen Arensman, olandese della Ineos con un curriculum da solido corridore da grandi giri, si è inserito nel gruppetto partito nelle fasi iniziali della corsa per poi andarsene da solo sul Peyresourde, quando ha capito che il ritmo dei compagni d'avventura non sarebbe bastato per il successo. Arensman ha percorso da solo gli ultimi 36 km, scalando con un bel passo anche l'ultima salita di Superbagnères.

La condotta di gara dei big ha agevolato l’azione di Arensman. Pogačar ha fatto lavorare la squadra, ma senza attaccare. Per la prima volta in questo Tour, a muoversi per primo è stato Vingegaard, ma la maglia gialla ha replicato senza troppi problemi per poi vincere facilmente lo sprint a due. Ottima prova anche per Lipowitz, che si è confermato come terza forza del Tour grazie anche al ritiro di Evenepoel, costretto ad abbandonare la corsa già sul Tourmalet. Nel dopo tappa, Vingegaard si è detto molto soddisfatto della propria prestazione.

Evenepoel si ferma, Arensman da solo sul Peyresourde

Per salutare i Pirenei, il Tour de France ha proposto un tappone con salite tra le più classiche, Tourmalet, Aspin, Peyresourde e l'arrivo in quota a Superbagnères.

Nelle fasi iniziali si è formato al comando un gruppetto con molti dei corridori arrivati al via con buone ambizioni di classifica, ma che sono stati respinti, come Ben O'Connor, Carlos Rodríguez, Lenny Martinez, Thymen Arensman ed Enric Mas, ma anche Sepp Kuss, Simon Yates e Tobias Johannessen, ottavo nella generale.

Già sul Tourmalet, la corsa ha vissuto il suo primo colpo di scena, il ritiro di Remco Evenepoel. Il belga, particolarmente in difficoltà già nelle altre tappe pirenaiche, si è presto staccato e dopo qualche chilometro è salito sull'ammiraglia. Davanti, Lenny Martinez se ne è andato da solo a conquistare le prestigiose vette del Tourmalet e dell'Aspin, prendendo punti importanti per la maglia a pois.

Il francese è stato raggiunto prima da Paret-Peintre e Kuss, e poi da un gruppetto tra cui anche Arensman, Johannessen, Rubio e Rodríguez. Sul Peyresourde, Thymen Arensman è scattato tutto solo, salendo a un ritmo molto incisivo. La UAE ha lavorato incessantemente in testa al gruppo e nei primi chilometri della scalata a Superbagnères è andata a riprendere tutti i fuggitivi tranne Arensman, ancora con tre minuti di vantaggio.

La strategia della UAE e di Pogačar non è stata però così aggressiva come a Hautacam. Il campione del mondo ha badato a gestire la situazione senza passare all'offensiva. Arensman ha così potuto conservare un vantaggio rassicurante, mentre in gruppo l'unica iniziativa è stata presa da Gall nelle fasi centrali della salita.

Ormai a quattro chilometri dall'arrivo, Vingegaard ha rotto gli indugi con un primo scatto a cui Pogačar e Lipowitz hanno risposto subito, mentre gli altri sono stati già staccati.

La maglia gialla ha poi rilanciato togliendo di mezzo Lipowitz, ma Vingegaard ha reagito imponendo il suo ritmo.

Vingegaard: 'Una delle tappe più dure di sempre'

Arensman ha coronato con la vittoria la sua coraggiosa fuga, e nel finale Pogačar ha piazzato la sua solita volata per dimostrare una volta di più la sua superiorità. Gall e Lipowitz sono arrivati a una manciata di secondi di ritardo, mentre Onley ha pagato un minuto e Roglič un minuto e quaranta. Da segnalare anche che Jorgenson ha mollato definitivamente la classifica, mentre Skjelmose si è ritirato dopo una caduta avvenuta nelle fasi iniziali.

Con questi risultati la generale vede Pogačar saldissimo in giallo con 4'13'' su Vingegaard e 7'53'' su Lipowitz. A seguire Onley, Vauquelin e Roglič.

Nel dopo corsa, Jonas Vingegaard si è detto soddisfatto della tappa, nonostante Pogačar si sia dimostrato una volta di più inattaccabile. "Un po' come ieri, posso essere davvero soddisfatto delle gambe che avevo oggi. È stata probabilmente una delle tappe di montagna più dure che abbia mai corso. Una giornata dura per tutti. Fare questa prestazione è positivo", ha commentato il campione danese.