Un episodio emerso in questi giorni, ma successo durante l’ottava tappa del Tour de France 2025, corsa il 9 luglio tra Cognac e Angoulême sta facendo discutere il mondo del ciclismo: diversi corridori hanno subito contemporaneamente forature causate da chiodi sparsi intenzionalmente sull’asfalto, un chiaro tentativo di sabotaggio.
Tra i più sfortunati c’è stato il velocista belga Tim Merlier, che pochi chilometri prima dell’arrivo ha forato e non ha potuto prendere parte alla volata finale. Il suo team, la Soudal Quick-Step, ha subito lanciato l’allarme, denunciando che “qualcuno ha gettato dei chiodi sulla strada”.
Anche Kim Andersen conferma i sospetti del tentativo di sabotaggio e ne denuncia la pericolosità
A confermare la gravità della situazione è stato Kim Andersen, direttore sportivo della Lidl-Trek, squadra di Jonathan Milan (vincitore dell’ottava tappa), che ha dichiarato: “In un batter d’occhio si sono verificate quattro-cinque forature nello stesso punto. Poco prima qualcuno ha lanciato dei chiodi sulla strada, è evidente. Quando giochi una volata, vuoi farlo con i migliori, non con corridori esclusi per colpa di un sabotaggio.”
Madiot e il sospetto dei chiodi gettati sulla strada
Marc Madiot, team manager della FDJ, ha aggiunto: “È davvero strano che così tanti corridori abbiano forato nello stesso tratto.
Sicuramente qualcuno ha lanciato dei chiodi sulla strada.”
Questo episodio ha gettato un’ombra sul proseguimento della Grande Boucle e ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle corse a tappe, un tema purtroppo ricorrente nelle edizioni recenti del Tour de France.
Gli organizzatori e la polizia francese hanno subito avviato un’indagine per identificare i responsabili di questo gesto pericoloso, che mette a rischio la sicurezza degli atleti e l’integrità della corsa.
Ben Healy sorprende tutti e conquista la maglia gialla
Dopo la decima tappa del Tour de France 2025, il giovane irlandese Ben Healy (EF Education–EasyPost) è balzato al comando della classifica generale, vestendo la maglia gialla con un vantaggio di 29 secondi sul campione sloveno Tadej Pogačar (UAE Team Emirates) e di 1 minuto e 29 secondi sul belga Remco Evenepoel (Soudal Quick-Step), entrambi grandi favoriti alla vittoria finale.
Healy ha affrontato con grande determinazione un percorso impegnativo con 4.450 metri di dislivello, confermando la sua crescita e diventando il primo irlandese a vestire la maglia gialla dal 1987. Alle sue spalle si trovano anche il danese Jonas Vingegaard (Visma–Lease a Bike), quarto a 1’46”, e l’americano Matteo Jorgenson, quinto a poco più di un minuto.
La classifica rimane dunque molto aperta, con i big pronti a giocarsi tutto sulle prossime tappe di montagna nei Pirenei e nelle Alpi. Pogačar e Evenepoel, in particolare, sembrano intenzionati a rilanciare l’attacco per riappropriarsi della leadership della corsa.