Il ciclismo professionistico si prepara a vivere le emozioni del terzo e ultimo grande giro della stagione, la Vuelta Espana. La corsa scatta quest'anno dall'Italia, da Torino, sabato 23 agosto, per concludersi a Madrid domenica 14 settembre. In un'intervista rilasciata al giornalista Claudio Ghisalberti per Malpensa24, Beppe Martinelli ha ricordato le tante edizioni della Vuelta vissute in ammiraglia, soprattutto nel fortunato periodo in Astana. Il tecnico bresciano guidò al successo Fabio Aru nel 2015, un'edizione iniziata in malo modo per la squadra kazaka.

Già al secondo giorno di corsa, la squadra kazaka perse Vincenzo Nibali, squalificato per colpa di una manovra illecita del suo Ds Alexandre Shefer. Rimasto staccato dopo una caduta, Nibali si avvicinò alla sua ammiraglia guidata da Shefer, che poi lo trascinò a doppia velocità per qualche centinaio di metri. Martinelli ha raccontato di aver richiamato subito il Ds kazako e di averlo poi mandato a confrontarsi con la giuria nel dopo corsa.

La squalifica di Nibali alla Vuelta

L'episodio di cui ha parlato Beppe Martinelli avvenne nella seconda tappa della Vuelta 2015, la Alhaurin de la Torre - Caminito del Rey, vinta da Esteban Chaves. A una trentina di chilometri dall'arrivo si verificò una maxicaduta che spezzò il gruppo in più parti.

Anche Nibali fu coinvolto nell'incidente e finì nelle retrovie della corsa.

"Nella foga di rientrare si attacca all’ammiraglia, ma io continuavo a dire a Shefer: ‘Lascia, lascia, basta tirarlo. Guarda che ci mandano a casa. E lui niente’", ha raccontato Beppe Martinelli. Nibali recuperò fino quasi a riagganciarsi alla coda del primo gruppo, per poi perdere nuovamente terreno sulla salita finale.

La rimonta del campione messinese fu però ripresa in diretta tv dalla telecamera posta sull'elicottero. Martinelli ha ricordato che nel dopo corsa fu chiamato dal presidente di giuria per visionare un filmato. Il tecnico bresciano capì subito quello che stava per succedere. "Ho detto a Shefer: ‘Adesso vai te perché io lo so già com’è’.

Mandati a casa lui e Vincenzo", ha raccontato Martinelli.

'Con Aru non era difficile litigare'

Quella Vuelta Espana, inizata in modo così traumatico, finì in un trionfo per la Astana. Con una perfetta strategia di squadra, Fabio Aru riuscì a strappare la maglia rossa a Tom Dumoulin nella penultima tappa, la San Lorenzo Escorial - Cercedilla. Dumoulin si ritrovò senza squadra e non potè far fronte agli attacchi di tutta la Astana, che riuscì a favorire la fuga vincente di Aru.

Martinelli ha ricordato un episodio avvenuto il giorno prima di quella tappa decisiva, quando ad Avila, nelle battute finali, Aru rimase staccato da Dumoulin. "Gli ho detto, ma come è possibile, ci stiamo giocando la Vuelta, e non tieni la sua ruota?

Con Aru non era difficile litigare", ha ricordato il tecnico bresciano.

Parlando della Vuelta che scatta il 23 agosto, Martinelli ritiene che Vingegaard sia il favorito, ma che Almeida rappresenti un rivale credibile. L'ex tecnico della Astana ha spiegato di aspettarsi molto dai corridori italiani, soprattutto da Ciccone e Pellizzari che vede pronti a vincere delle tappe, mentre ha invitato Tiberi a essere più determinato nel suo modo di correre.