Ecco il primo vero numero di Jonas Vingegaard alla Vuelta Espana 2025. Dopo aver vinto in volata la tappa di Limone Piemonte, il campione della Visma è stato protagonista di un bell'assolo nell'arrivo in salita di Valdezcaray. Vingegaard ha piazzato l'affondo all'inizio della scalata, e nonostante le pendenze limitate è riuscito a crollarsi tutti di dosso e chiarire la sua posizione di padrone della corsa. Solo Almeida e Pidcock hanno limitato i danni e perso meno di trenta secondi, mentre Ciccone ha accettato la sfida di Vingegaard per poi subire una netta flessione e arrivare con quasi due minuti di ritardo, così come Torsten Træen, che ha mantenuto la sua maglia rossa di leader della classifica generale.

Vingegaard attacca all'inizio della salita

La prima settimana della Vuelta Espana si è conclusa con la tappa di Valdezcaray, la nona della corsa. Il programma ha proposto un percorso di 195 chilometri, con la sola difficoltà della salita conclusiva, una scalata di 13 km al 6% di media. Questo contesto ha portato ad una corsa molto lineare, con una fuga che è stata controllata dal gruppo e una sfida testa a testa sulla salita.

A provare la fuga sono stati Michal Kwiatkowski, Michel Hessmann, Archie Ryan, Kevin Vermaerke, Liam Slock. La Q36.5 di Pidcock e la Lidl Trek di Ciccone hanno lavorato in testa al gruppo, chiarendo le ambizioni dei rispettivi leader per questa salita in cui molti prevedevano una soluzione con un gruppetto ridotto.

Invece, la Visma ha deciso di scrivere un copione diverso. Annullata la fuga iniziale, sulle prime rampe verso Valdezcaray, i gialloneri hanno impresso un deciso cambio di ritmo che ha fatto da prelusio al precoce attacco di Vingegaard.

Al danese ha subito risposto Ciccone, che però ha poi pagato questo sforzo e ha visto andarsene via da solo il danese. Sotto una pioggia sempre più intensa, Vingegaard ha impresso un'andatura impossibile per gli altri, ma le pendenze limitate hanno consentito a Almeida e Pidcock di limitare i danni. Il portoghese ha perso terreno sullo scatto di Vingegaard, poi ha imposto il suo ritmo molto incisivo, con Pidcock e Gall a ruota.

Gall ha poi ceduto, mentre Pidcock ha dato una mano a Almeida.

Vingegaard è stato però imprendibile e ha così centrato la sua seconda vittoria di tappa in questa Vuelta, arrivando con 24'' sulla coppia inseguitrice, un minuto su Gall e 1'46'' sul gruppetto comprendente anche Ciccone, Bernal, Hindley, Pellizzari, Fortunato e la maglia rossa Træen.

Il norvegese ha così mantenuto la posizione di leader della generale, una situazione che non dispiace certo a Vingegaard, che resta il vero padrone della corsa. Il danese è a 37'', Almeida segue a 1'15'', Pidcock a 1'35''. Domani, lunedì 1° settembre, la Vuelta Espana si concede il primo giorno di riposo, per poi ripartire martedì con un altro arrivo in quota, a El Ferial Larra Belagua.

Almeida: 'Siamo rimasti spiazzati'

Nel dopo corsa, Joao Almeida si è lamentato per lo scarso supporto che gli ha dato la squadra sulla salita finale. La critica sembra essere stata rivolta soprattutto a Juan Ayuso, che da tempo appare come un corpo estraneo al team. Lo spagnolo si è staccato subito sulla salita finale e non è stato di nessun aiuto per il capitano. "Siamo rimasti un po' spiazzati, perché non ci aspettavamo questo attacco dalla Visma", ha ammesso Almeida.

"Ero in una posizione piuttosto buona a quel punto, ma loro hanno attaccato molto duramente. Alla fine, non sono riuscito a colmare il divario con Vingegaard. È così che vanno le cose. Mi sono mancati soprattutto i miei compagni di squadra, perché non c'era nessuno davanti a me sulla salita finale", ha commentato il portoghese.