Con la prova della staffetta mista si è concluso il programma delle cronometro ai Mondiali di ciclismo in Ruanda. L'Italia puntava a una medaglia nella disciplina più recente della rassegna iridata, un'ambizione rafforzata anche dal numero ridotto di squadre partecipanti. Gli azzurri non sono però riusciti a entrare in zona podio, restando quasi sempre in quarta posizione e distanti dalle tre squadre che si sono spartite le medaglie. L'Australia ha bissato il titolo conquistato un anno fa a Zurigo, un successo costruito soprattutto grazie alla splendida prova del terzetto maschile.

Matthews, Vine e Plapp hanno consegnato un vantaggio di ben 33'' alle ragazze, che hanno respinto a stento la rincorsa francese, mentre la Svizzera è stata pesantemente condizionata da un problema meccanico patito da Marlen Reusser.

Ciclismo, Australia in vantaggio al cambio

Al quarto giorno di corse, i Mondiali di ciclismo di Kigali hanno chiuso il programma delle cronometro con la staffetta mista. Questa prova, che ha sostituito la cronosquadre per club, si articola su una prima parte di corsa in cui ogni nazione schiera un terzetto di uomini e una seconda in cui entrano in scena altrettante donne. Sia gli uomini che le donne affrontano il medesimo percorso, un giro di 20,9 chilometri. Purtroppo, anche questa edizione non ha raccolto un grande successo.

Molte nazionali, tra cui Paesi Bassi, USA e Gran Bretagna, hanno disertato la prova, e altre hanno preferito schierare alcune seconde linee.

Il contesto si è così presentato con 15 squadre al via, di cui neanche la metà di medio o alto livello. Dopo tutte le nazioni africane e la squadra del centro del ciclismo dell'Uci, la corsa è entrata nel vivo con le sei-sette squadre in lizza per le medaglie. L'Australia ha ben presto guadagnato terreno nella prima metà della prova, con il terzetto maschile Matthews - Vine - Plapp. Gli azzurri hanno subito dovuto fare i conti con le difficoltà di Sobrero, staccato dopo pochi chilometri, e la buona prestazione di Frigo e Cattaneo non è bastata a contenere il distacco.

Al passaggio del testimone, l'Australia ha fatto segnare il miglior tempo con 33'' sulla Francia, 34'' sulla Svizzera e 47'' sull'Italia.

Italia quarta, ma lontana dal podio

Le australiane Spratt, Chapman e Wilson-Haffenden hanno un po' sofferto, soprattutto nei tratti in salita. Le francesi hanno schierato un terzetto più adatto a un percorso con un dislivello elevato, con Labous, Squiban e Kerbaol, e hanno rimontato forte. La Svizzera ha, però, dato la sensazione di poter sorpassare tutti grazie alla locomotiva Marlen Reusser, oro nella crono individuale. La campionessa elvetica è stata però molto sfortunata, ha dovuto cambiare bici per un guaio meccanico e poi ha ripreso le compagne dopo un inseguimento eccellente.

Pur soffrendo nel finale, l'Australia ha difeso 5'' sulla Francia e 10'' sulla Svizzera. L'Italia ha chiuso 4ª con un distacco molto ampio, 1'24''. Nella seconda parte di corsa, Paladin è rimasta presto staccata e anche Venturelli ha faticato nei tratti di salita per tenere il passo di Trinca Colonel. A seguire si sono piazzate Germania, Spagna e Belgio, le uniche squadre competitive al via. In fondo alla classifica si è piazzato il Benin, con un ritardo di quasi 18 minuti e una media di 34 km/h.