In una lunga intervista al giornale spagnolo ABC, l'ex campione del mondo Óscar Freire ha parlato di tanti argomenti d'attualità del mondo del ciclismo. Freire ha raccontato che adesso il ciclismo è molto più professionale e attento ad ogni dettaglio rispetto a vent'anni fa, quando lui era una delle stelle del gruppo, ma che questa evoluzione spinta dalle nuove tecnologie ha portato anche degli aspetti negativi. "Il ciclismo ha perso la sua umanità", ha dichiarato Freire, che vede dei pericoli anche nel predominio incontrastato di Tadej Pogačar.

'Prima avevamo un ottimo rapporto tra compagni'

Óscar Freire ha corso nel ciclismo pro dal 1998 al 2012, segnando grandi successi come i tre Mondiali e le tre edizioni della Sanremo. L'ex corridore spagnolo ha raccontato di aver conosciuto un ciclismo molto diverso da quello attuale, con meno tecnologie ma con più calore umano. Il tre volte iridato ha dichiarato che ora sono entrate nelle squadre molte figure che fino a pochi anni non c'erano, e che questo ha contribuito ad alzare enormemente il livello prestazionale.

"Come molti altri sport, il ciclismo sta migliorando perché ora stiamo coinvolgendo allenatori, preparatori atletici, nutrizionisti, biomeccanici, specialisti dei dati, intelligenza artificiale...", ha commentato Freire, che però vede anche molti aspetti negativi in questo ciclismo moderno sempre più freddo e regolato da ritmi esasperati.

"Prima avevamo più tempo per rilassarci e staccare la spina", ha ricordato Freire. "Finivi la gara e avevi un ottimo rapporto con i tuoi compagni di squadra, ma ora, con i social media, tutto questo è sparito. Il ciclismo ha perso la sua umanità. Un'altra cosa che è peggiorata è che i corridori, quando non gareggiano, sono sempre nei ritiri di allenamento", ha continuato l'ex campione spagnolo.

'La cosa più importante è che il ciclismo ora è pulito'

Secondo Freire, un aspetto positivo di questa nuova era del ciclismo è che ora l'attenzione dei media è meno concentrata sul doping. "Il ciclismo è tornato ad avere una buona immagine, ci sono meno sospetti, questo è un bene. Una volta se eri un ciclista eri già associato al doping.

La cosa più importante è che ora il ciclismo è pulito. Ora parliamo solo di notizie sportive, non di doping", ha commentato Freire.

Óscar Freire ha fatto delle interessanti riflessioni anche su quanto lo strapotere di un solo corridore, Tadej Pogacar, stia condizionando questo periodo del ciclismo professionistico. Lo spagnolo ritiene che Pogačar sia un corridore spettacolare, ma che il suo predominio incontrastato possa rappresentare un pericolo. "Il fatto che Pogačar vinca sempre non è un bene. La gente inizierà ad annoiarsi, anche se è un corridore popolare, amichevole e molto aggressivo in bicicletta", ha commentato Freire.